
L’andamento sinusoidale di brani come Pink Umbrella o Megrim ha un ché di (para)scientifico. Embrioni sonori modificati geneticamente in un laboratorio asettico ed impersonale - un laptop - ed in seguito immersi in vasca biologica di chitarra e turntable. Così si divertono a declinare il verbo del noise Silvia Fässler e Billy Roisz, nomi storici dell’underground viennese giunti alla prima collaborazione musicale dopo anni di videoart e curatele nella capitale austriaca.
Skylla, come anticipano nome e immagine di copertina, è un mostro deforme di elettronica weird e divertita - a tratti autoironica (Silly) -, una sorta di risposta in chiave minore (o in termini di microsuoni) a quei rumoristi d’oltreoceano ancor oggi sulla bocca di tutti (Kirre, Schwarzschild). O, se preferite, una versione digitale e post-umana degli Smegma (Broomgroom, Rusty Spoon).
Forse non sarà supportata da quelle pose superomistiche che, in fondo, hanno fatto la fortuna di gente come Wolf Eyes e Prurient - e dunque difficilmente godrà di quella stessa visibilità -, ma l’esperienza Fässler/Roisz sa regalare nondimeno momenti di puro godimento - percettivo prima ancora che estetico. Edizione disgraziatamente limitata a 300 copie.
(7.3/10)