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Sera Cahoone – Only As The Day Is Long (Sub Pop, marzo 2008)

di Marco Canepari

Anni passati a fare da sparring partner, a suonare per, ad accompagnare in studio e sul palco qualcuno di più famoso o fortificano o schiantano le ambizioni. Sera Cahoone, dopo aver aiutato le sorti dei Carissa’s Wierd e dei “conseguenti” Band Of Horses (impegnandosi dietro la batteria), dopo aver girovagato assieme a Iron & Wine ed i Long Winters, dopo aver duettato con Patrick Park e Lisa Orth, è finalmente riuscita a trovare un’etichetta e farsi produrre un disco firmato da lei e nessun altro (Sera Cahoone, il suo primo lavoro solista datato 2006, era un autoprodotto). Si direbbe finalmente, perché, un intimo e riflessivo talento serpeggia per tutta la durata di questo Only As The Day Is Long. Attenzione focalizzata su voce e chitarra acustica, marchi di fabbrica da cantautrice canonica, arrangiamenti d’archi e accenni di basso per distinguere i contorni. Sera si muove secondo i dettami del più recente folk cantautoriale americano dei vari e già citati Iron & Wine, Band Of Horses piuttosto che M. Ward e Cat Power. Le note di chitarra, calde e corpose, sorreggono una voce che sa rendersi flebile e delicata all’occorrenza. Il bagaglio che Sera si porta dietro è la sua storia stessa, il disco suona come le sue terre: il natio Colorado, le Montagne Rocciose e tutto ciò che consegue a questa idealizzazione e la successiva e attuale casa di Seattle confusa nella malinconia del nordovest.

(6.5/10)

 

  • folk
  1. You Might as Well
  2. Baker Lake
  3. Only as the Day Is Long
  4. Runnin' Your Way
  5. Shitty Hotel
  6. You're Not Broken
  7. The Colder the Air
  8. Tryin'
  9. Happy When I'm Gone
  10. Seven Hours Later