
Per celebrare il più che decennale compleanno del disco che ha cambiato le sorti del drum’n’bass, il maestro Roni Size si mette a fare un nuovo taglio all’acconciatura del suo figlio meglio riuscito. L’album è stato per molti il punto più alto di una stagione che ha visto confluire alla fine dei ‘0 le anime della scuola IDM Warp e di un ipertecnicismo electro che mancava di sbocchi storici(zzanti). Oltre a questa capacità di sintesi e di riassunto (come tutti i classici detengono), New Forms ha aperto la strada a quello che oggi chiamiamo dubstep, mescolando jazz e jungle, emancipando dal dancefloor un nuovo sentire ritmico e blackissimo. Non solo: tutti quei gruppi/act che sarebbero diventati poi culto per l’estetica nu-tronica (Photek, 4 Hero, Truby Trio, Jazzanova e molti altri) non sarebbero sul podio senza il buon vecchio Roni. Oggi, a parte la deriva nella costola East End londinese, il genere torna poco a far parlare di sé, anche se nei solchi di qualche coraggioso (vedi al crew di Missill) si percepiscono brevissimi accenni a un recupero.
La ristampa propone per intero il “vecchio” album, anche se - con somma sorpresa di chi scrive - Roni ci va di taglio di bassi e conferisce un sapore glitchy (sic!) ad alcune delle tracce che proprio nel Bass con la B maiuscola esplodevano e risuonavano a distanza nel cuore. Forse che la voglia di spaccare si è mutata in una consapevolezza compositiva che punta allo stile?
Buona la scelta, negli inediti e ripescaggi del secondo disco, dell’eterogeneità che spazia dal jazz all’ambient, quasi come a voler calmare le acque del dopobomba. Una deriva verso un post-jazz che già qualche tempo fa avevamo assaporato mescolato alla house con il progetto Cobblestone Jazz. Quello che rimane - per fortuna - è il classico, che si merita comunque un (8.0/10), dato che molte delle tracce resistono alle incrostazioni del tempo (andatevi a riascoltare ad esempio Digital o quell’inno che è Heroes).
Ascolto obbligato per i neofiti; per i navigatori electronici di lungo corso una curiosità e un ricordo di tempi andati. Nel complesso l’operazione supera pienamente la sufficienza, ma visto che non siamo a scuola, si spera che questa ristampa faccia scattare qualche molla a nuovi nerd. Attendiamo (ancora) nuove forme.
(6.5/10)
CD 1
CD 2