
Ascoltando Chaosjugend Strasse dei Rinf, storico gruppo della Firenze degli anni Ottanta, l’orecchio avvezzo ma che si imbatte per la prima volta pensa subito: sarà roba dell’‘82, ‘83, o giù di lì.
Come accade spesso in questi casi, infatti, in questo disco si sente lo spirito di un’epoca; si avvertono chiaramente quelle intersezioni che forse solo oggi riusciamo a leggere, con la profondità e la distanza del tempo, con l’occhio analitico, a segmentare, per così dire, per dire dove inizia un’influenza e dove ne inizia un’altra.
D’altra parte la Spittle Records per l’occasione ha ricucito una gran parte della prima produzione del gruppo, a partire dal 12” omonimo con cui esordì, per continuare con tracce estrapolate da varie compile, un live, e cinque brani inediti della stessa pasta. A ciliegina, il lavoro di mastering di Maurizio Fasolo dei Pankow sembra chiudere il cerchio.
Non stupisce dunque che una buona fetta del disco (a partire da Mexico) paghi pesantemente il debito alla no-wave zona Contorsions, e che si arrivi persino – di padre in nonno – a una cover della icona russa di Sex Machine di James Brown; che oltre ai fiati quasi incontrollati, il funk non contenga la foga dei Mars o esiti Devo-lutivi (Rennen); o che il suo controllo porti a riflessioni sul binario che va dai Tuxedomoon (Otto Weininger) ai Cabaret Voltaire.
Lo spazio che resta per un giudizio vero è proprio lo scarto che può comunque rimanere a fronte della segmentazione, o un margine conoscitivo che affiori da quei tempi, che so io, per esempio la parentela del timbro della voce di Michele Santini con quella follemente teatrante di Faust’o ( Bleib Mit Mir). In altre parole, una volta stabilito da dove viene questo e da dove viene quell’altro, è importante capire se del gruppo rimane qualcosa, se accresce la nostra conoscenza di allora, se resta qualcosa di continuo, e non solo di discreto.
È la domanda più difficile da porre a un album come questo; la risposta passa per i muscoli, che sono fuori dal tempo, come dalla – ottima e consigliabile – rappresentatività.
(7.2/10)