
Le avanguardie non hanno confine, così come mille e una sono le notti della musica elettronica made in Persia, la stessa terra di principi e tappeti volanti che oggi chiamiamo Iran ed è guidata dal minaccioso Ahmadinejad. Sub Rosa concepisce una doppia antologia di musica elettronica persiana sul solco inaugurato dalle Anthologies Of Noise And Electronic. Due dischi, due autori, un lasso di tempo che si estende lungo quattro decadi. Come recita il titolo: Ieri e Oggi - 1966 e 2006. Il primo cd documenta l’attività di Alireza Mashayekhi a quanto pare vero pioniere elettronico di queste regioni, il primo ad avere tentato di integrare le scale orientali nelle strutture armoniche occidentali.
Il primo ad aver fatto scientemente musica elettronica alla maniera dei grandi compositori d’avanguardia novecenteschi. Elementi di matrice asiatica che si affacciano in strutture ermetiche costruite con la giustapposizione di pattern su pattern di droni, rumosismi dissonanti e concretismi di ogni sorta. East-West, Op. 45 può essere preso come il prototipo dello stile di Mashayekhi. Sufficientemente personale da mantenere un legame con i vari Subotnik, Oliveros e Radigue più sulla carta che sull’evidenza. Sul secondo disco invece ascoltiamo Ata Ebtekar, nome d’arte Sote. Uomo che incarna la modernità della pratica elettronica, che vuole il caso ha pubblicato dischi su Warp, di cui rappresenta alla perfezione il lato più informale ed astratto.
Quella di Sote è una Persia a cristalli liquidi. Un’elettronica che traduce come un codice digitale gli arabeschi dei tappeti persiani e che infatti si alimenta proprio al folklore iraniano (Nashid, Synthetic Overture, Cry) e lo restituisce mutato in lussureggianti autechrismi. Da Sub Rosa un intelligentissimo documento di globalizzazione elettronica e multiculturalismo musicale.
(7.5/10)