
La Scozia come residenza, le origini che si perdono nella profondità della Lapponia finlandese, strumenti per esprimersi che sanno di Grecia e Finlandia, una tecnica strumentale che richiama direttamente il gagaku giapponese e influenze che s’allargano dalle Highlands scozzesi ai Balcani, dalla più pura tradizione scandinava al misticismo Orientale. Tutto questo è riassunto nel nome Nalle, nel trio di polistrumentisti nato e cresciuto (sono al secondo album) a Glasgow, ma con una seconda nazionalità finnica rappresentata nella cantante Hanna Tuulikki. Artista, frontman della band, voce lirica a “più ottave”, che non può non richiamare Joanna Newsom o più “divinamente” Bjork.
The Siren’s Wave è folk liquido, o per meglio dire avant-garde, desinenza che precede molti lavori del nuovo corso del genere: dagli Espers ai Faun Fables passando per Fursaxa. E’ opera mescolante liriche in inglese e finlandese, caratteristica capace d’accentuare la fluidità delle composizioni. Di pari passo vanno i suoni: gli strumenti tradizionali europei suonati da Hanna (come il kantele o il bouzouki) vengono immersi in atmosfere orientali costruite su accordi d’harmonium, violoncello e accordion. Le atmosfere prodotte conducono a scenari insoliti, del tutto originali. Piuttosto che accentuare le diversità dei sentori creati da quei suoni, il risultato è matrimonio “combinato” perfetto. L’iniziale Young Light è manifesto dell’opera. La voce di Hanna che va più volte in frantumi, gli accordi staccati, distanti, flebili, pizzicati e una nenia di sfondo ad amalgamare. Lavoro che poteva ben difficilmente non suonare su Locust, etichetta ormai paladina di un folk d’avanguardia costantemente a braccetto con psichedelica e progressive.
(7.0/10)