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Murnau – L’angelo memore (Seahorse, marzo 2008)

di Marco Canepari

Cosa c’entra un maestro come Friedrick Wilhelm Murnau con un gruppo italiano, di Reggio Calabria, che tenta da 4 anni di sbarcare il lunario attraverso le più disparate esperienze? L’espressionismo: forse la chiave sta tutta in quella corrente.
Il loro suono, riconducibile direttamente al movimento tedesco è il legame diretto, il continuo richiamo all’arte del regista tedesco. I Murnau risultano, inutile dirlo, visionari, eterei. Basso ipnotico e suono riverberato di chitarra sospendono a più riprese.
Il loro primo disco, pubblicato dalla Seahorse dopo anni di apparizioni dal vivo e demo, suona come commistione tra post-rock e shoegaze ed in fondo era ciò che ci si aspettava.
I suoni godono comunque di una discreta personalità, la loro caratterizzazione avviene per merito di una ritmica decisa, importante, di sentori provenienti direttamente dagli anni ’80 e di una voce, per così dire, somma, pontificante. Il cantato in italiano, scelta coraggiosa per un genere col suffisso ”post” davanti, dona sentori da canto gregoriano (Lacrime e cenere e Seta); gli stessi testi sfiorano più e più volte l’apocalittico e il tetro, nonostante non possano vantare picchi lirici o forti tratti identificanti.
Il merito principale delle parole risiede però nel perfetto adattamento alla dilatazione delle composizioni, peculiarità che assume il disco nel suo distendersi nei minuti.
Un’opera inevitabilmente originale nella sua oscurità e profondità, che riporta in maniera innegabile ai Perturbazione, ai Current 93 o più genericamente al più scuro post rock anni ’90.

(6.3/10)

 

  • post-rock
  1. Il Sentimento di Eva
  2. Fragilità
  3. Lacrime e Cenere
  4. Seta
  5. Goccia
  6. Munter
  7. Organico
  8. Uccidimi a Settembre