
Questo terzo album dei Maritime non cambia di una virgola la formula musicale che li ha contraddistinti fino ad oggi: power pop solare intriso di spensierata malinconia. Per chi si ricordasse i Promise Ring – ottima band che si ritagliò un posto speciale in quella prima (autentica?) ondata emocore che investì gli Stati Uniti grazie a un fare allegramente indierock, prima di approdare a sponde più propriamente folk – sarà facilissimo inquadrare i Maritime. Infatti, 2/4 di quest’ultimi non sono altro che il batterista e il cantante che militarono in quella band di punta del catalogo Jade Tree nella seconda metà dei Novanta. Heresy And Hotel Choir conferma ancor più la maestria e la dimestichezza con cui i quattro di Milwaukee, Winsconsin, si muovono in territori pop, dove molte altre band ultimamente faticano ad emergere. Un album che scorre veloce su canzoni formato caramella al gusto d’estate, impregnate di fresche e immediate melodie. Un album da rispolverare a primavera inoltrata, sempre che qualcuno se ne ricordi.
(6.5/10)