
Come di consueto - quindici anni di carriera discografica - i newyorkesi Ida non cambiano di una virgola la loro proposta musicale. Lovers Prayers, come i suoi sei predecessori, si muove quieto e astratto su un folk acustico cameristico quasi impercettibile. L’unica differenza con il passato è il fatto che l’album in questione è stato registrato in un nuovo studio quasi totalmente in presa diretta, favorendo così quella spontaneità emotiva che emerge chiaramente da queste quattordici canzoni rarefatte, ma che, paradossalmente, finisce anche per confermarlo come il loro lavoro più pulito e più curato.
Anche stavolta è la leggerezza la loro qualità migliore: le canzoni sono tutte dilatate e l’avvicendarsi al canto delle due voci di sesso opposto non fa che donare grazia all’atmosfera quasi cinematica creata dal lento e minimalista intrecciarsi degli strumenti (chitarre e basso acustici, piano, archi, fiati e batteria a riempire). Ad un ascolto superficiale le canzoni potrebbero finire per assomigliarsi tra loro, ma per chi fosse avvezzo a certe soffuse sonorità, episodi come la title track (evoca chiaramente i L’Altra), la blueseggiante Worried Mind Blues e la bellissima Surely Gone (davvero una delle ballad più riuscite in questo 2008 incipiente) non potrebbero non colpirlo positivamente.
Gli Ida riescono come sempre nell’impresa, grazie al loro naturale approccio artistico, di rilassare e rilassarsi. E non è poco per chi, come loro, vive in una città caotica come New York.
(6.6/10)