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Heaven And – Sweeter As the Years Roll By (Staubgold, aprile 2008)

di Antonello Comunale

Questo disco mi ha ricordato quanto mi mancano i Girls Against Boys e i New Wet Kojak. Anche questi Heaven And infatti trafficano con una forma particolarmente notturna e metropolitana di blues. Che si tratti di blues pochi dubbi. Sweeter As The Years Roll By è un titolo che hanno certamente preso in prestito da Blind Willie Johnson, l’uomo che è passato dai campi di cotone del Texas alle stelle dello spazio profondo (in tutti i sensi…). Gli Heaven And sono in quattro: Martin Siewer, Tony Buck, Steve Heather e Zeitblom e per l’occasione una comparsata di lusso ad opera di Alexander Hacke, l’uomo più metallico degli Einsturzende Neubauten. La sua voce aggiunge quel tocco tipicamente mitteleuropeo, berlinese e inconfondibilmente neubautiano ad una musica, che lavora già egregiamente sul crinale tra post rock da camera stile Klammerflimmer Kollektief e una forma particolarmente imbronciata e anemica di blues d’autore (Tom Waits, Nick Cave). Scarlet Woman infatti sembra un outtake dagli ultimi dischi del gruppo di Blixa Bargeld, ma la vera sorpresa è semmai Prince Priest dove Hacke parte flebile e impostato come al solito fino a sbracarsi completamente nel finale dove tende ad assomigliare paurosamente a Captain Beefheart. Il resto del disco è puramente strumentale, poggiato su ritmiche ora ovattate, ora stringenti ed energiche. Gli Heaven And si dimostrano specialisti delle soundtrack noir. Da tenere certamente sott’occhio per i lavori futuri.

(7.1/10)

 

  • blues metropolitano
  1. As If a Star
  2. Scarlet Woman
  3. Bring Back These Happy days
  4. Fire Next Time
  5. Prince Priest
  6. Noon of Night
  7. Parade
  8. Durango
  9. Heaven End