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Hayseed Dixie – No Covers (Cooking Vynil, febbraio 2008)

di Antonio Puglia

Cosa aspettarsi da un gruppo bluegrass che ha costruito la sua fortuna parodizzando gli AC/DC? Qualcosa di divertente, se si è anglosassoni; difficile infatti dire quanto si possa cogliere anche da parte nostra l’ironia ineffabile - e nemmeno troppo sottile - che ammanta il progetto Hayseed Dixie (il nome stesso è uno scherzo sulla band australiana); si potrebbe pensare a un ensemble di taranta che affronta i Litfiba più tamarri, ma non sarebbe la stessa cosa. In ogni caso, questo mix abbastanza kitsch di country e chitarroni hard rock, corredato da testi che prendono in giro certi stereotipi macho, risulta godibile almeno per un ascolto; il modo in cui padroneggiano il genere è innegabile. Questa è essenzialmente una bar band (diremmo, dei cugini disimpegnati degli Hold Steady), che suona musica da godersi dal vivo e su cui divertirsi e scolarsi litri di birra, per poi cantare tutti in coro, come allo stadio. Non viene difficile credere che in America e in UK questi tizi siano diventati una vera e propria leggenda live (si parla di pienone a Glastonbury, eh). Dimenticavamo: No Covers è il loro primo album di inediti. Ah già, si capiva dal titolo…

(6.0/10)

 

  • bluegrass, parodia
  1. Bouncing Betty Boogie
  2. Set Myself On Fire
  3. When Washington Comes Around
  4. Born To Die In France
  5. Stephanie Comes To Me Secretly
  6. Stonewall Hicks
  7. Everybody Knows
  8. Gonna Be Alright
  9. You've Got Me All Wrong Baby
  10. Trickle Down
  11. Last Days Coming
  12. Donkeys In Morocco
  13. Frustration
  14. That's It I Quit