
Cosa aspettarsi da un gruppo bluegrass che ha costruito la sua fortuna parodizzando gli AC/DC? Qualcosa di divertente, se si è anglosassoni; difficile infatti dire quanto si possa cogliere anche da parte nostra l’ironia ineffabile - e nemmeno troppo sottile - che ammanta il progetto Hayseed Dixie (il nome stesso è uno scherzo sulla band australiana); si potrebbe pensare a un ensemble di taranta che affronta i Litfiba più tamarri, ma non sarebbe la stessa cosa. In ogni caso, questo mix abbastanza kitsch di country e chitarroni hard rock, corredato da testi che prendono in giro certi stereotipi macho, risulta godibile almeno per un ascolto; il modo in cui padroneggiano il genere è innegabile. Questa è essenzialmente una bar band (diremmo, dei cugini disimpegnati degli Hold Steady), che suona musica da godersi dal vivo e su cui divertirsi e scolarsi litri di birra, per poi cantare tutti in coro, come allo stadio. Non viene difficile credere che in America e in UK questi tizi siano diventati una vera e propria leggenda live (si parla di pienone a Glastonbury, eh). Dimenticavamo: No Covers è il loro primo album di inediti. Ah già, si capiva dal titolo…
(6.0/10)