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Claudio Angeleri - Invenzioni a più voci (CDpM / IRD, novembre 2007)

di Stefano Solventi

Angeleri, bergamasco classe '56, è uno di quelli col passato che inizia a pesare. Attivo dal '74, ha suonato il piano con un bel po' di gente (da Charlie Mariano a Enrico Rava, da Sarah Jane Morris a Massimo Urbani, da Steve Lacy a Gianni Basso) in un bel po' di posti (sulle due sponde dell'Atlantico). Vanta nella discografia un discreto gruzzolo di titoli (come sideman, come team leader o in proprio) ed è tuttora coinvolto in svariati progetti musicali, ibridati col teatro e la multimedialità. Nel frattempo dirige il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo, presso il quale svolge l'attività di insegnante. Con questo, non gli manca il tempo di pubblicare testi di didattica e articoli sulla stampa di settore, nonché di realizzare questo Invenzioni a più voci che sembra voler fare il punto sullo stato dell’arte, visto che si fa un po' fatica a stargli dietro.
Tredici brani che ci raccontano l'eterogenea visione jazzistica di Angeleri, in piano solo, in duetto, in quartetto, in quintetto, in settetto. Percorrendo il ventaglio stilistico/emotivo che va dall'intimismo pensoso di Ruby My Dear (il grande Monk passato al vaglio di una delicata devozione, quasi in punta di dita) alla trama sincopata con agili freevolezze di sax in La città sottile (in settetto dal vivo), passando dagli spasimi tangheschi di Poemas de amor (in quintetto con voce, bandoneon e la tromba vibrante di Franco Ambrosetti) e dall'eleganza shorteriana di Toko-san (in quartetto, per la penna ed il sax di Rob Sudduth). Per non tacere le escursioni elettroniche ad opera dello stesso Angeleri (alle prese con sequencer, piano Rhodes, Hammond, basso elettrico) che prima sprimacciano un funkettino dalle striscianti memorie bop (Bud Not For Me, in duo col saxaltoista Gabriele Comeglio) quindi scomodano il Davis di Decoy nella briosa Affari in grande.
Particolarmente riuscita la rilettura di Blue In Green col metodo delle sovraincisioni di piano omaggiante il Bill Evans delle conversazioni con se stesso: ne scaturisce uno swing inafferrabile, fluido, che assieme alla febbrile circospezione di Freebop e alla zampillante delicatezza di Alfonsina y el mar (in duo con la vocalist Paola Milzani) suggeriscono la dimensione più adeguata di Angeleri, la cui impronta invero perde qualche colpo dal quartetto in su. Disco nel complesso godibile, composito, generoso, sentito

(7.0/10)

 

  • jazz
  1. La città sottile (intro piano)
  2. La città sottile (part II)
  3. Freebop
  4. Bud not for me
  5. Prelude
  6. Poemas de amor (intro piano)
  7. Poemas de amor (part II)
  8. Blue in green
  9. Alfonsina
  10. Toko-san
  11. Ruby my dear
  12. Affari in grande
  13. Alfonsina y el mar