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Bon Iver – For Emma, Forever Ago  (Jagjaguwar, dicembre 2007)

di Marco Canepari

4 mesi d’inverno, 4 mesi passati, accompagnato da una chitarra e nulla più, in una capanna solitaria nei boschi del Wisconsin; 4 mesi di pensieri, decisioni, ansie, fantasie. For Emma, Forever Ago, è qualcosa in più di un disco: è un lasso di tempo, è la riabilitazione alla vita di Justin Vernon, per l’occasione Bon Iver (correggete un po’ la storpiatura francese e ne avrete il significato). La leggenda racconta che Vernon, due anni fa, dopo aver rotto con fidanzata e componenti del gruppo (i DeYarmond Edison; per divergenze “artistiche”), abbia abbracciato la chitarra e si sia ritirato in pausa riflessiva nella baita del padre, tra alberi ricoperti di neve del Wisconsin. A Vernon serviva del tempo e dello spazio per mettere tutto in ordine, per parlare a se stesso ed ascoltarsi. Il risultato è, in un certo senso, “prevedibile”. For Emma, Forever Ago è intimismo allo stato puro, profuma d’introspezione in ogni singolo dettaglio. È folk trasognato, cantautorato visionario (leggere i testi per credere): lievi note di chitarra, ritmica appena accennata, e, soprattutto voce flebile, delicato falsetto armonizzante. Anche le minime tracce d’elettronica, che impreziosiscono l’ambiente, ne accentuano la confidenzialità. Bon Iver è riuscito a estrapolare dai suoi pensieri accatastati un lavoro caldo e intenso, un’opera prettamente autoreferenziale, che lo “denuda” dalla testa ai piedi, ma riesce, allo stesso tempo, a nobilitarlo attraverso la trasparenza e la linearità della propria arte.

(7.5/10)

 

  • songwriting
  1. Flume
  2. Lump Sum
  3. Skinny Love
  4. The Wolves (Act I And Ii)
  5. Blindsided
  6. Creature Fear
  7. Team
  8. For Emma
  9. Re: Stacks