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Big Sleep – Sleep Forever (FrenchKiss, maggio 2008)

di Stefano Pifferi

Non sono tra i preferiti di Pitchfork, questi tre newyorchesi, e già di per sé sarebbe cosa buona e giusta. Ad essere ruffiani lo sono e tanto, ascoltati i suoni provenienti da questo secondo album. Forse è solo una questione di antipatia personale, quella che ha portato la bibbia dell’underground-web (!!!) a bocciare Sleep Forever. Sia come sia, resta la musica, quanto mai varia. Essenzialmente strumentale, senza precisi punti di riferimento, ondivaga e etimologicamente eccentrica rispetto ai del rock indie attuale. Molto grande mela, tra rigurgiti psych e sensibilità da spaccalegna noise-rock, rievocazioni strutturalmente shoegaze ed elaborazioni post-rock acide, epic-free e bignamizzate, distopie post-punk e rifferama hard portato all’eccesso.

Nulla di eccelso, ma se consideriamo almeno un paio di pezzi che, citazionisti e derivativi quanto si vuole, restano incollati al primo ascolto (una Pinkies al guado tra reminiscenze Husker Du e shoegaze rumoroso; una Big Blood celestiale e feroce) ecco fatto un gran bel dischetto. Senza presunzione né stravaganze arty, ma con molta energia.

(6.5/10)

 

  • indie rock
  1. Intro
  2. Slow Race
  3. The Big Guns
  4. Bad Blood
  5. Pinkies
  6. Little Sister
  7. Chorus Of Guitars
  8. Tigers In Our Hearts
  9. Undying Love
  10. Organs