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Athletic Automaton – A Journey Through Roman’s Empire (Skin Graft / Goodfellas, novembre 2007)

di Stefano Pifferi

In molti hanno tentato di raccogliere la pesante eredità degli Arab On Radar, non ultimi i Chinese Stars degli ex-Eric Paul e Craig Kureck, che dopo un buon esordio si sono persi in un lavoro sciatto e troppo pulito come era Listen To Your Left Brain (Three-1-G, 2007). Ora è il turno di un altro ex AOR, Stephen Mattos che accompagnato da Patrick Crump si presenta all’esordio lungo sotto il nome Athletic Automaton. Gli indizi (duo chitarra-batteria, provenienza Providence, album su Skin Graft) porterebbero direttamente ai Lightning Bolt, ma i due si discostano dalle fiammate puramente noise-core di Chippendale & Gibson per immergersi letteralmente in un profluvio di musica noise-psichedelica. Le otto lunghe suite strumentali di questo strambo concept sull’impero romano si snodano infatti su volumi da noise providenciano ma con in più la ambivalente capacità di dilatarsi in lunghi trip trance ossessivi e reiterati o di sfaldarsi in pastosi grumi di rifiuti sonici. L’epico quarto d’ora della finale e stravolta The Smaller Ballgame riprende il tema portante della gemella traccia iniziale ma si trasforma ben presto in un delirio/deliquio strumentale tra delay ed effettistica avariata in cui è facile comprendere la forma mentis del duo e della follia prospettica che li muove: ridisegnare cioè il noise brutale dei progetti limitrofi in chiave espansa e libera. A Journey… è un disco disturbante e ostico, di difficile assimilazione ma anche ben calibrato tra epilessie ritmiche e iconoclasta furia chitarristica. Cosa che permette al duo Mattos-Crump di vantarsi di aver raccolto l’eredità schizoide del (fu) gruppo madre.

(6.8/10)

 

  • instrumental madness
  1. The Small Ball Game
  2. Roman’s Empire A.D.
  3. The Gladiators Sandal Fight
  4. Ceasar’s Haircut
  5. Achilles’ Last Tendon
  6. A Circus Maximus
  7. Hands Without Feet
  8. The Smaller Ballgame