
Aimee Mann possiede talento e ci mancherebbe altro, considerando gli studi al prestigioso Berklee College Of Music di Boston e gli anni Ottanta trascorsi a far leggera wave nei 'Til Tuesday. Dopo un inizio di carriera solista arduo, tra dischi che lasciavano solo intuire le potenzialità e altri tenuti nel cassetto dalla Geffen per scarso potenziale commerciale, ha azzeccato il colpo fortunato nel 1999, allorché il regista Paul Thomas Anderson incluse una decina di suoi brani nella colonna sonora dello splendido Magnolia. Save Me le valse allora una nomina all’Oscar e il successo, sin qui onorevolmente gestito autoproducendosi (la SuperEgo Records è sua…).
@#%&! Smilers è il quarto atto da che Aimee ha compiuto il “salto” di cui sopra, e lascia in un piacevole limbo, un po’ perplessi ma in massima parte convinti. Sì, perché proprio non capisci che scopo abbia inseguire le onde FM con classe superiore e sottili disturbi d’arrangiamento (Thirty One Today, Freeway, Looking For Nothing) quando sai benissimo che non ti trasmetteranno manco stecchita. Quando fai inoltre sfoggio di una vena consapevole dell’esistenza di Van Dyke Parks o capace di figurarsi un BrianWilson meno paradisiaco (l’intensità telegrafica di Stranger Into Starman; una It’s Over intessuta d’ascendente malinconia; la bandistica Ballantines), abile nell’indagare le radici sospesa tra le confortanti certezze delle cento “nuove Joni Mitchell” (Phoenix: aeriforme; Little Tornado: laconica) e la pervicacia a scansare i clichè di Fiona Apple e Tori Amos (Medicine Wheel e la sua robusta impostazione pianistica che si apre su un crescendo di pienezza fiatistica.)
Un caleidoscopio ineguale di disco, questo, che nondimeno intriga costante e discreto si scava un posto nelle giornate tardo primaverili, desiderose di romanticismo e sguardi dalla finestra, verso un cielo dal quale vedi passare i jet e ti chiedi dove andranno mai. Di certo dietro a gioiellini come Great Beyond (partenza drammatica e svolgimento singhiozzante), Columbus Ave. (valzer acustico “Dopo La Corsa All’Oro”) e True Believer (innodico folk alla The Band scritto con Grant Lee Phillips). Sei brava Aimee, anche se a volte non capisco a che gioco mi vuoi far giocare. Però ci sto, eccome.
(6.9/10)