
Ai sostenitori dell'equazione hard rock “smanettone” uguale noia - per non dire qualcos'altro – ci sentiamo di contrapporre questi Addicted. E non tanto perché il gruppo in questione esuli con grazia gli stereotipi di genere – se state cercando riffoni di chitarra, assoli di wah wah, giubbotti di pelle e occhialoni scuri questo è il posto giusto – quanto per il fatto che alla band non manca una certa personalità di fondo. Che forse non si rintraccerà in ogni brano dell'esordio Lies Love And Laughter –Lies Kept Alive resta a nostro modo di vedere un episodio piuttosto prescindibile, come del resto la ballatona fuori tempo massimo di Tales Of A Lonesome Soul -, non stupirà più di tanto ma garantirà comunque a chi ascolta una cinquantina di minuti di buona musica. Su melodie tutt'altro che disprezzabili, in qualche caso decisamente originali, come quelle di ElectriCity (Let Me Burn) e di You Have No Power Over Me, Berlin e Promised Land, Everyday Anyway e Holding Back.
Pregio maggiore di questi Addicted è il saper trovare soluzioni degne di nota pur frequentando un genere che ha obiettivamente poco da aggiungere a quanto è già stato detto, anche quando dalla citazione si passa alla cover vera e propria come nel caso della Rain dei Cult – più che una lontana parentela, un vero e proprio patto di sangue - posta in chiusura di programma.
(6.5/10)