
Nuova compilation per fare il punto su quello che sta succedendo nel mondo liquido del dubstep. Skream è uno dei talenti della scena, presente su Tempa da sempre, sia nelle compilation, sia con un suo album oltre il breakbeat, crudissimo e senza pietà.
In questa selecta ritroviamo molte delle produzioni dello stesso DJ mescolate con i nomi che hanno dato lustro al genere: Benga, Coki, Distance e altri campioncini. Il Master of Ceremonies resta comunque lui: Skream in estasi. Un riappropriarsi della console, facendo riferimento ai vocals e al ritmo che man mano che passa il tempo va conformandosi a quella linea già sentita nel Volume 5 della Tempa Dubstep Allstars: ormai e sempre di più il linguaggio any-step è sdoganato around the world. Non più una questione per nerd.
Ascoltate per esempio l’opener Steppin Outta Babylon e vi risentirete subito trasportati nel vibe della Kingston più Settanta che mai; e poi i richiami al guru Jah Wobble (Wobble That Gut man!), alla tradizione da puro ritmo post-afro (il remix di Kode 9 di Badawi… una cosa che sembra venuta fuori dall’anima funk black Ottanta), le carrellate di suoni post rave, le tracce acidissime per entrare nella notte più buia (una Night Vision cupissima) e infine le vocals, ormai d’obbligo (Road Rage: una cosa che poteva stare anche in un lato B dei Gorillaz, i coretti post-blues di Sorrow, una sorprendente ipotesi di chill-step?).
Questo è l’ultimo disco del 2007 dubstep. Un riassunto ben fatto, utile per regali, feste o solo per ascolti, visioni e deviazioni dalle linee della tradizione. Si riprende comunque a breve. Un 2008 che segnerà sicuramente svolte decisive. In attesa cerchiamo di seguire il breakbeat. Jah ci assista.
(6.8/10)