
Forse non è un caso che una compilation del genere esca a 25 anni di distanza dal lancio del Commodore 64, l’home computer più venduto al mondo. Perché gran parte dei partecipanti di questo CD è cresciuta con i videogame 8-bit, smanettando con joystick e tastiere, e probabilmente trascorrendo molti pomeriggi in sala giochi. Tecnologie preistoriche dunque, abbinate ad un grande interesse per ciò che è possibile fare con una strumentazione ridotta a disposizione.
I mezzi in questione sono, tra gli altri, il Casiotone, vari modelli di Roland e Korg, C64, Gameboy opportunamente modificato, software per PC come il Fruity Loops e, soprattutto, il circuit bending elevato ad arte, vale a dire creare corto circuiti in giocattoli a pile per generare nuovi suoni. Ed è un micromondo quello che si schiude all’ascolto, dotato di tante sfaccettature quanti sono gli artisti coinvolti. Si va dall’ambient in salsa Warp a bassa risoluzione degli A Smile For Timbuctù al pop da platform dipendenti dei Micropupazzo, da Dj Minaccia ed il suo glitch atmosferico che se avesse una chitarra forse suonerebbe shoegaze, a compositori di soundtrack per adolescenti a corto di gettoni come il Dr Bit. Il gioco dei riconoscimenti può continuare se si presta l’orecchio alle ansie emo del duo Eeckheart, alla sporcizia rock‘n’roll dei Lo-lo, alla furia iconoclasta di Mat64, Minidischi e Pira666 che rielaborano con nonchalance influenze metal, noise e hardcore. L’offensiva delle armate ad 8-bit continua infliggendoci una cover beffa dei Suicide ad opera dei Postal_m@rket (Toast Rider) e reclutando persino insospettabili avanguardisti come Steve Piccolo e Gak Sato.
Non c’è male per la prima testimonianza italiana della micromusic, una scena altrove già florida da diversi anni, che in Bit Beat manifesta una grande vitalità ed un’ampiezza del range sonoro molto più estesa di quanto si possa immaginare.
(7.0/10)