
Ci sono molti dei campioni dei nuovi suoni a cavallo di fine millennio in questa supercompilation doppia “bicentenario” autocelebrativo della Planet Mu. L’etichetta di Paradinas, il mago della Londra al confine tra Europa ed America, la virtù che sta nel mezzo. Sempre in cerca di suoni che rimanessero fuori dalla scena e che contemporaneamente contribuissero a demolirne le basi, rendendola un coagulo, una forma mutante.
Il pianeta nella mu-sica diventa super cassa di risonanza per voci quali gli storici Venetian Snares (le posizioni astratte à la Dopplereffekt mescolate con il black metal e la jungle-industrial in Devil’s Totem), Luke Vibert nella fase acid jazz giocattolosa (Acid Meters appunto), lo stesso m-Ziq nella splendida e più che mai classica apoteosi uberpop con ritmi dubfoundation Novanta di Lexicon, lo skunk-hop electro dei pazzi Duran Duran Duran (brivido trance la superprogressione Prodigy-style di Face Blast), il pezzo di The Doubftful Guest che mescola tutti gli stili partendo dall’operistica e appodando al breakbeat, memoria delle visioni di Aphex Twin (stupenda e indescrivibile Nannita).
In più una lista lunghissima di giovani promesse in ascesa nell’olimpo dubstep (che qui scopriamo ancora di più essere figlio dark della jungle e dei detriti volatilizzati della generazione dei trains(quat/)potters dei così lontani ‘90): Boxcutter in versione ambient open-air (Good You Dub), Milanese sempre più in bilico tra old school e vocalismo bristoliano (bella l’interpretazione di Anneka nel post-soul di Reading You), lo scazzo speed smanettone a 8 bit di Ceephax (Castillan) e il nuovo secchione direttamente dal corso di dub comparato: Pinch (l’unico con due menzioni d’onore).
Fra inediti, riversamenti in digitale di 12’’ fuori stampa e grandi classici, un doppio di qualità che spunta dal mare magnum di questo 2007 velocissimo. Veloce come la foto in copertina. Mu-zeeka da prendere al balzo. 200 di queste uscite.
(7.3/10)
CD 1
CD 2