
C´era una volta una formazione fiorentina che si mosse dal post hardcore di scuola Angel Hair/Antioch Arrow per approdare sui lidi di una personale e sagace contaminazione "neo post wave". Tutto ciò molto tempo prima che diventasse una moda e offrendone adeguato quanto sottovalutato esempio in un 7" su Heroine e un omonimo cd su Heartfelt che, pubblicato nel 2003, non ebbe seguito. La band difatti si sciolse e i quattro componenti si sparsero in giro per penisola e continente a perseguire impegni di studio e lavoro. Nel corso del 2006, tuttavia, ecco l’inattesa novità: contando sullo scambio dei file attraverso la rete, i To The Ansaphone si sono riavvicinati e hanno potuto proseguire il discorso là dove si era interrotto nei primi mesi del 2004.
Una parte dei risultati si ascolta ora su questo "antico" vinile formato dieci pollici (i giri sono trentatre e la durata da EP) arricchito dalla confezione azzeccata e una buonissima resa sonora. Tre i brani e tutti ricchi di argomenti: la percussiva Budapest palesa la svolta dei toscani verso un’ambient ribollente e oscura, però agile e priva di eccessi; Black Is Timeless Shine è viceversa un brano più datato escluso dal cd di cui sopra, vigoroso groove dub su cui si stagliano vocalità tra Virgin Prunes e Pop Group, sax dal piglio free e sibilanti tastiere kraute. La lunga Year Without A Summer occupa tutto il lato B e riassume l´anima oscura della proposta, dipanando atmosfere che sfociano coerenti da un tambureggiare Tago Mago in sulfurei suburbi, in mezzo a cocci di vetro e respiri affannosi che chiudono il cerchio.
Fa male e perciò bene tutto ciò, nonché riflettere su come incarni alla perfezione un oggi che a suo tempo era solo inquietante previsione di avvenire. Consigliato allora calarsi al suo interno quanto più spesso potete.
(7.0/10)