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Stefano Tessadri - Passione e veleno (Novunque / Universal, 28 marzo 2008)

di Teresa Greco

Passione e veleno è il terzo disco del cantautore milanese Stefano Tessadri, una carrierà già abbastanza lunga alle spalle, culminata in riconoscimenti ufficiali quali il Premio Ciampi arrivato nel 2006.

La cifra stilistica del Nostro è situata a metà strada tra l’America e casa nostra, tra il cantautorato classico country e rock (Johnny Cash, il blues, il rockabilly, Waits e Cohen ma anche il mariachi) e la musica d’autore, De Andrè per fare un nome che confina con l’attigua musica francese, ma anche le soundtrack morriconiane.

Influenze tutte che sono amalgamate in un rock blues in cui chitarra elettrica ed acustica hanno il sopravvento. L’omaggio al nume tutelare Tom Waits passa attraverso la cover della sbilenca Tango Till They Sore (da Rain Dogs), diventata Tango di capodanno e rallentata in un valzer romantico e partecipato. Altrove le canzoni riprendono le cadenze morriconiane anni ’70 (nell’incipit dell’opener Il confine), il rock’n’roll (Verrà da me), il De Andrè che passa per Dylan (Gli stessi tuoi occhi), la teatralità drammatica (Non è più tempo di Bohème, la rievocazione del suicidio di Pavese ne Gli stessi tuoi occhi), lo swing fifties (Putto ribelle con fraseggi alla Buscaglione), persino il twist nell’ironica Il twist dei gemelli siamesi. Con testi evocativi e storie anche surreali e ironiche, tra vita e morte, cronaca e riflessione sull’oggi.

(7.0/10)

 

  • blues rock, songwriting
  1. Il confine
  2. Verrà da me
  3. Dove andrai
  4. Gli stessi tuoi occhi
  5. Tango di Capodanno
  6. Putto ribelle
  7. Non è più tempo di Bohème
  8. Il twist dei gemelli siamesi
  9. Amor di sangue
  10. La nave
  11. Fantasma d’amore