
Post-rock, in Italia, è sinonimo di Seahorse Recordings. L'etichetta di Paolo Messere continua infatti imperterrita il suo lavoro di piccola vedetta del “dopo rock” nostrano, scandagliando con cura i fondali sabbiosi e poco illuminati dell'indie autoctono per scovare ogni volta nuove declinazioni di un genere che, almeno nel Bel Paese, sembra non conoscere crisi.
L'ultima in ordine di tempo è la proposta dei So!, giovane formazione toscana con all'attivo un solo EP autoprodotto – All Words And No Feelings Make Jack A Dull del 2006 -, felice connubio di esplosioni elettriche e sussurri, germogliare di dissonanze e suoni stranianti, cadenze in controtempo e ragnatele di arpeggi. Una scrittura che in Stolen Time elude agilmente gli steccati di genere, muovendosi con cognizione di causa tra jazz/hardcore – Mommoth's Step – e noise hard/psych – Under The King's Control -, progressioni ariose – Leg Godt – e ritmi dispari – I Hate Candies - e sciorinando un suono compatto perennemente in procinto di debordare.
Ottime capacità espressive e brani dalla durata “ridotta” - quasi sempre sotto i cinque minuti – fanno il resto, distraendo abilmente l'ascoltatore dai possibili punti deboli – qualche spunto musicale non proprio originalissimo – e regalando mezz'ora di musica strumentale energica e assai godibile. (6.6/10)