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The Sleeping Years - We're Becoming Islands One By One (Talitres / Goodfellas, maggio 2008)

di Teresa Greco

The Sleeping Years è il nuovo progetto del songwriter nordirlandese Dale Grundle, all’attivo tre EP usciti l’anno scorso e una band precedente (The Catchers). Ha avuto buon riscontro in Francia, tanto da uscire per la locale Talitres. Nel debutto We're Becoming Islands… fa quasi tutto da solo, con l’aiuto di una violoncellista e di un batterista (Tom Page dei Rothko). L’album vede pezzi già usciti negli EP e quattro inediti Le trame sono quelle acustiche di ispirazione Drake-iana (nel suo curriculum, una collaborazione con l’arrangiatore del musicista inglese), soffici ballad, intimismo pop allestito con sottili trame di violoncello e piano.

Una vena contemplativa, una buona attitudine melodica e la capacità di disegnare bozzetti lievi eppure efficaci sono i punti a favore dell’album. I riferimenti sono molteplici, dalla semplicità lirica degli ormai disciolti Sodastream al piglio di un Josh Ritter, costeggiando a tratti l’intensità buckleyana (Jeff) (la drammatica The Shape Of Things To Come) e umori dei primi Belle & Sebastian (nella dedica alla città natale in Macosquin, Coleraine). L’album ruota attorno a sentimenti e persone che cercano di rimanere in contatto nonostante le circostanze li portino ad allontanarsi, quindi l’esatto contrario dell’isolazionismo di cui si è parlato a proposito di questo disco e già il titolo (stiamo diventando isole) è di per sé esemplificativo (Ma nessun uomo è un’isola per citare un poeta romantico inglese di secoli fa).

In sostanza la stoffa c’è e Dale avrà certamente modo di dimostrarlo in futuro.

(6.8/10)

 

  • songwriting
  1. Setting Fire To Sleepy Towns
  2. The Lockkeeper’s Cottage
  3. You And Me Against The World
  4. The Shape Of Things To Come
  5. Macosquin, Coleraine
  6. Broken Homes
  7. Clocks And Clones
  8. Human Blues
  9. Dressed For Rain
  10. Islands