
La ricerca sui limiti e le possibilità condotta instancabilmente dal compositore norvegese Ole-Henrik Moe (1966) condivide l’austerità dell’opera del suo maestro Iannis Xenakis e l’ostinatezza (ai limiti dell’ ossessione) di Morton Feldman. Perde in affabilità quanto guadagna in rigore, com’è forse ovvio che sia, e questo nuovo, monumentale, doppio cd licenziato dalla Rune Grammofon è qui a testimoniarlo.
Ciaccona e 3 Persephone Perceptions sono due lunghi brani per violino solo – più recente il primo, risalente ad una decina di anni fa il secondo – ispirati ad esperienze passate dell’autore. Ciaccona suona come sofferente elaborazione del lutto di un maestro di vita, prima che artistico: quello Xenakis a cui un simile ardire sembra essere tributato. Il brano si sviluppa in quattordici episodi che, proprio all’opposto della forma-ciaccona di tradizione barocca, progressiva per complessità crescente, languono in un flusso indistinto di tensione irrisolta. La ricerca sulle corde del violino è condotta con quell’ardire che spesso finisce per confondersi con l’irriverenza: bistrattato, approcciato come semplice oggetto, aggredito fino allo spasimo da un impeto genuinamente sperimentale, il più nobile degli strumenti - dopo la voce umana! - deve ben presto rinunciare all’abituale ruolo di primadonna, ed accontentarsi di una più modesta funzione meccanico-generativa.
3 Persephone Perceptions è una composizione in tre movimenti ispirata ai ricordi dell’infanzia del compositore: sarà per questo che pare quasi di riconoscere - mettendosi d’impegno - gli ultimi stralci di melodia sommersi dell’ipnotico andirivieni microtonale dell’archetto. L’esecutrice delle due opere è Kari Rønnekleiv, moglie di OHM oltre che apprezzata strumentista. L’impressione è che, al di fuori della famiglia, nessuno avrebbe potuto osare tanto.
(7.0/10)