
Erano già come si suol dire un pezzo avanti quando li intercettammo in versione demo, un paio d'anni fa. Avemmo poi modo di apprezzare sul palco del Rockcontest '06 la loro concezione live, essenziale ma curatissima, cinematica dal look ai pendant visuali proiettati su grande schermo. L'esordio Mice To Meet You! conferma tutto l'estro melodico/interpretativo e la sagacia tecnica del duo, ovvero Matteo Curcio - alle prese con la pletora di strumenti elettrici ed elettronici, siano moog o chitarre, bassi o theremin, laptop o Rhodes - e Marinella Mastrosimone - cantante elegante e languida. Gli anni passati assieme (circa un decennio) sono stati ben spesi a smerigliare una congettura electro-jazz venata d'umori vintage, declinata downtempo o exotica, mesmerizzata di vapori spacey e umori french-touch.
Ma soprattutto votato - fin dalla copertina in rilievo - alla più patinata manifestazione di sé, un gioco di ruolo sofisticato che nella cura (visiva, auditiva e tattile) della superficie opera un differimento calcolato dell'inquietudine, che agisce quindi sotto la suadente leggerezza, i misteri fumettistici, la sfarfallante ironia, il tepore oleografico, il felino romanticismo e lo sbrigliato tepore. Ai pezzi già noti - tra cui la sognante e ossessiva Red Star, tipo i 4 Hero sul piedistallo incantato Goldfrapp, la swingante e insidiosa Standing By My Side, la surreale e ipnotica Some Thoughts Are Hard To Die - si aggiungono inediti che confermano la buona vena complicando sensibilmente la trama, vedi il loop orchestrale sul groove incalzante di Another Glimpse Of Sun, il tramestio percussivo a sprimacciare l'electro-bossa à la Bebel Gilberto di The Days Of Roses o ancora una Peace And Melody che assolve la grana jazzy in un sognante piglio Everything But The Girl.
Gradevoli e insospettabilmente profondi, come può esserlo un bassorilievo dal giusto punto di osservazione.
(6.9/10)