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Mark Hamn – To The Naked Eye (Muertepop, 2008)

di Nicolas Campagnari

Dovendo sintetizzare con una espressione questo To The Naked Eye direi che non lascia il segno. Il tutto è suonato e registrato con ottima perizia e gusto – non a caso Francesco Giannico aka Mark Hamn ha già alle spalle una considerevole pletora di uscite su netlabel – ma difficilmente si eleva dallo status di tappezzeria sonora.
Prevalgono arpeggi romanzati post-rock, singhiozzi glitch retrofuturisti, folkeggiature elettroniche, melodie romantico-maliconiche: spesso si ha l’impressione di sentire dei Sigur Ros senza voce. Il disco sembra sospeso tra binari analogici e binari digitali, proprio la difficile integrazione tra questi due aspetti rende l’insieme poco a fuoco e decisamente irrisolto.
Resta la convinzione che sia solo un passo falso in una carriera su supporto fisico appena iniziata.

(5.5/10)

 

  • folk, glitch
  1. Joanna's song
  2. Thinking about own liability
  3. Academic Disumanità
  4. An omelette century
  5. If there's a way
  6. Overheated century
  7. Progress
  8. Relativity of religions
  9. When accused men become prosecutors
  10. I'm Happy (video track)