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Gerry Mitchell & Little Sparta – The Ragged Garden (Fire Records, marzo 2008)

di Stefano Pifferi

I Little Sparta sono una formazione allargata che fa delle corde il suo punto di forza. Alan Boyd (chitarra e harmonium), Ben Bruce (basso), Susie Honeyman (violino già coi Mekons), John Robertson (chitarra e armonica) e Scott Skinner (batteria e glockenspiel) tratteggiano 13 lievi bozzetti a metà tra certo slow-core più emozionale, degli Arab Strap meno depressivi e variazioni semi-cameristiche alla Dirty Three ma più intime e crepuscolari.

Gerry Mitchell è invece un poeta scozzese, da Glasgow per l’esattezza, che innesta le sue composizioni introspettive e dal taglio pessimista, sulle trame dei compagni d’avventura. Cantando, a volte, come un crooner sfatto; molto più spesso, invece, declamando i suoi versi come in una sorta di spoken work musicato. Ed è proprio in questi momenti che scatta la scintilla tra poesia e musica che si intersecano a meraviglia, senza sovrastarsi, fondendosi l’una nell’altra fino a far scaturire il capolavoro dell’album, Feasting On My Heart, una piece strappacuore sulla quale ad aleggiare è lo spirito del Tibet più ossianico e recitato, altezza I Have A Special Plan For This World, per intendersi. Notturno, ma non inquietante.

(6.8/10)

 

  • folk, chamber music
  1. Murders Mystery
  2. Feasting On My Heart
  3. Nocturne In C
  4. Shell Of Night
  5. The Ragged Garden Of Your Eye
  6. Journey Through The Night
  7. Stale Intrigues
  8. Widow Dressing
  9. Aerial Drone
  10. The Empress
  11. Eternally Wasted
  12. Sheperds And Angels
  13. Love Makes A Noose