
I Little Sparta sono una formazione allargata che fa delle corde il suo punto di forza. Alan Boyd (chitarra e harmonium), Ben Bruce (basso), Susie Honeyman (violino già coi Mekons), John Robertson (chitarra e armonica) e Scott Skinner (batteria e glockenspiel) tratteggiano 13 lievi bozzetti a metà tra certo slow-core più emozionale, degli Arab Strap meno depressivi e variazioni semi-cameristiche alla Dirty Three ma più intime e crepuscolari.
Gerry Mitchell è invece un poeta scozzese, da Glasgow per l’esattezza, che innesta le sue composizioni introspettive e dal taglio pessimista, sulle trame dei compagni d’avventura. Cantando, a volte, come un crooner sfatto; molto più spesso, invece, declamando i suoi versi come in una sorta di spoken work musicato. Ed è proprio in questi momenti che scatta la scintilla tra poesia e musica che si intersecano a meraviglia, senza sovrastarsi, fondendosi l’una nell’altra fino a far scaturire il capolavoro dell’album, Feasting On My Heart, una piece strappacuore sulla quale ad aleggiare è lo spirito del Tibet più ossianico e recitato, altezza I Have A Special Plan For This World, per intendersi. Notturno, ma non inquietante.
(6.8/10)