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Fuzz Against Junk – Netti Netti (Invada, 4 febbraio 2008)

di Gaspare Caliri

Invada Records is one hell of a strange record company”. E di follia in follia, ha deciso di pubblicare i Fuzz Against Junk, puntualizzando – forse a prevenire l’equazione tra scelta e preferenze stilistiche – che il motivo è la libertà di espressione da loro dimostrata. Fuzz Against Junk; già il nome è un gioco semantico ricchissimo, dove perdersi (almeno chi ha verve semiologica) sopra un’idea semplice; vuoi vedere che abbiamo già trovato il correlativo oggettivo, cioè che basta la ragione sociale?

Non è proprio così. Il legame multiplo tra Fuzz e Junk è certo sintomo di complessità, e Netti Netti è tutto tranne che monolitico. Il primo brano (Rusty Fingers) sembra essere figlio di un’oscurità declamatoria che cala sui Soft Machine, ma poi (Trane To Neptune) certe cose ci ricordano Ian Anderson – e i Jethro Tull tornano, mischiati ai King Crimson, in altre occasioni (Several Chapters). Insomma, prog, si dirà, con un ground un po’ più colto del solito. Non proprio, neanche ora. Netti Netti è sì una disamina del prog inglese – essendo la band un sestetto di Bristol -, con escrescenze in libera eiaculazione; ma decide, senza essere per questo pionieristico, ma pur sempre interessante, un incrocio tra quella tradizione e altre cose.

25 fa un uso free-jazz del sassofono, con ambientazioni dal Live di Ummagumma dei Pink Floyd; di più, Nevett Has New Words (Concrete God) richiama gli Hawkwind, e si sentono in giro anche i soliti This Heat – persino un canto pari pari a Beefheart, in un caso (You Will See Me Under Rocks And Stones). Andando a indagare sulle biografie, spunta anche Damo Suzuki, che i sei hanno accompagnato recentemente.

A velo svelato, possiamo dunque dire che questo disco è un’intersezione tra primo kraut e l’omologo inglese, creando coppie consuete e inconsuete: i Faust con i This Heat, i Can con i Hawkwind, e via dicendo. Niente di nuovissimo, certo, ma ciò che contraddistingue i FAJ è l’aspetto sciamanico della relazione; sicché tra Fuzz e Junk l’andirivieni è di ricchezza metaforica, crea due mondi che si modificano a vicenda – come quando si dice a una persona “sei una bestia”, e l’amico diventa bestiale, ma anche la bestia più amichevole.

Non bastava leggere il nome, ma rifletterci sopra ha detto molto.

(7.0/10)

 

  • avantprog
  1. Rusty Fingers
  2. Trane To Neptune
  3. Whole Tone King Part 1
  4. Nevett Has New Words (Concrete God)
  5. Whole Tone King Part 2
  6. Several Chapters
  7. 25
  8. Soul Watershed
  9. Isbister
  10. Love Is Strawberries
  11. You Will See Me Under Rocks And Stones
  12. Yeah Yeah Yeah
  13. Summer May
  14. Vertiginous Inversions
  15. A Progression