
Nella suggestiva immagine del booklet i 4 EaQuartett suonano in penombra ognuno il proprio strumento sulle assi consunte del Teatro di Bucine. Ognuno intento a suonare il proprio strumento, ognuno di fronte agli altri. Ma è palpabile l’empatia che lega la chitarra di Roberto Sassi alla batteria di Andrea Melani, la tromba di Miro Cosottini al fagotto di Alessio Pisani.
Diretta emanazione del Grim (Gruppo di Ricerca e Improvvisazione Musicale) l’EAQuartett sposa una musica d’improvvisazione in cui le coordinate rock collidono in maniera del tutto naturale con quelle di derivazione jazz e contemporanea. Siamo sull’onda lunga del suono Anatrofobia, e sarebbe strano il contrario visto che i 2/4 della presente compagine hanno contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo di quel suono. Ma non siamo di fronte ad una copia, quanto piuttosto allo sviluppo dell’assioma anatrofobico. Le loro composizioni partono, infatti, da una impostazione di base più accademica – vedere curriculum personali – per poi esplorare e sperimentare liberamente nell’area grigia tra musica colta e rock, improvvisazione e avanguardia. Senza timore, cioè, di far convivere chitarre crude, drumming serrato, elettronica sci-fi e tromba free (Avvio) o di far decollare tutti gli strumenti in un crescendo mozzafiato (Tempo X), EAQ è un album capace di farsi apprezzare da estimatori davisiani e amanti dei paesaggi (post)Canterbury, così come da chi apprezza la saga numerica di Supersilent o le devianze poco ortodosse alla Spring Heel Jack.
Citando le parole di Claudio Lugo nel booklet, questa è musica “di alta qualità, e non certo nell’accezione più corriva del piacere edonistico del titillamento auricolare (uff!…) del suono servo di Sua Committenza Mr. Market…”.
(7.0/10)