
Parla di rado Mick Collins. O meglio, fa in modo che il peso delle sue argomentazioni si imponga quando ha qualcosa da comunicare. Tradotto in termini più prosaici, pubblica un disco ogni due/tre anni e che iddio - o chi ne fa le veci - lo benedica. Quattro le primavere che, nello specifico, separano dal predecessore Dangerous Magical Noise (essendo il doppio If You Don't Already Have A Look del 2005 generosissima raccolta di brani sparsi su singoli e compilation) questo album, inizialmente pensato come un e.p. e viceversa sviluppatosi strada facendo.
Non usurare la propria creatività significa averne profondo rispetto e provarlo al proprio pubblico: l’ex Gories conosce e traduce in pratica il teorema nel solito modo, vale a dire allestendo un omaggio alle musiche che più ama tramite composizioni deraglianti, che sulle prime dici monolitiche e invece rivelano cura del dettaglio ed eclettiche capacità autoriali. Non mancano i richiami agli illustri concittadini Stooges (anneriti in torbido hard blues per It's Not Fun Until They See You Cry, dialoganti con Bolan e Diddley in Leopardman At C & A, ingoiati dal paranoico gorgo della title-track), eppure rappresentano l’eccezione, incastonati come sono tra glam malinconico sottratto agli Sparks (Sherlock Holmes) e LCD Soundsystem regrediti nel garage (Wreck My Flow), wave-funk in buccia pop da far impallidire mezza Albione (Indivisible) e ipotesi di Brian Eno ancora dotato di glitter e piume ( La Fin Du Monde lambisce favolosamente i territori del collettivo Elephant 6). Basta e avanza a perdonare i quattro minuti di incomprensibile onanismo noise Race To The Bottom, meglio se sommato a una Fire In The WesternWorld - cover del mitico Fred Cole (Lollipop Stoppe, Dead Moon) - che a passo di parata fa tutt’uno di California ‘80 e Londra ’77 o a quella Ever Lovin Man che Jon Spencer non riesce più a scrivere da un decennio.
Se dopo un tale sfoggio di policromo, robusto talento credete ancora a chi sproloquia di revival, non avete la più pallida idea di come vadano le cose nel 2008. Quanto avremmo desiderato ascoltare dalla reunion di Iggy e compari, lo abbiamo oggi nel quarto asso calato dai Dirtbombs.
(7.4/10)