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Dead Elephant – Lowest Shared Descent (Robotradio-Donnabavosa / Audioglobe, febbraio 2008) Satantango – Dice Not Included (Wallace / Audioglobe, febbraio 2008)

di Stefano Pifferi

Continua la sua scalata nell’Olimpo del rock duro la RobotRadio. Stavolta il buon Paternoster unisce le forze in metallica joint-venture con un’altra congrega di pazzi, quelli di DonnaBavosa cui dobbiamo ottimi fumetti, musiche e buona dose di autoironia e demistificazione. Risultato dell’unione è il secondo album dei Dead Elephant, terzetto da Cuneo pronto a distruggerci le orecchie in virtù di un suono che rievoca il noise-core dei mid-nineties attualizzato in maniera personale ai canoni del terzo millennio. Suono perciò potentissimo, chitarroso e granitico, come un mix da sfracelli tra gli Unsane degli esordi, i sottovalutati Dazzling Killmen e i Breach espressionisti di It’s Me God. Ma anche instabile e fluttuante, umorale col suo oscillare tra schizofreniche epilessie da hc free-form (in Post Crucifixion, è complice il sax dell’ospite Luca Mai, Zu) e pneumatici vuoti ambientali della parte centrale dell’album, che danno a Lowest Shared Descent un aura altra rispetto ai canonici nomi di riferimento. Black Coffe Breakfast e Abyss Heart lanciano sonde nel futuro possibile di questo trio aprendo squarci di malefica ambient-industrial nordica prossima al collasso e psichedelia agonica e disturbante. Pachidermico verrebbe da dire giocando col nome, ma perfettamente messo a fuoco nel suo essere apocalittico e sottilmente devastante. (7.0/10)

Giocano con artwork e titolo i ritrovati Satantango. I dadi per giocare col gioco dell’oca alternative della copertina apribile non sono inclusi, ma lo squarcio aperto sulla storia del blues goes noise rock che fu di Tupelo e Playground è efficace ed attuale. L’eredità, dopotutto, è una tara genetica alla quale è impossibile sottrarsi. E così il sestetto lombardo sciorina 35 minuti di nebbie padane virate alla Capitan CuorDiBue, furor sacro alla Pussy Galore addomesticati dai Beasts Of Bourbon, rock’n’roll Caveiano periodo Grinderman meets PJ Harvey (l’intensa Gold Fish/Silver Lake), strane distorsioni spazio-temporali che trasferiscono i Tupelo nella California dei Sixties con Kim Gordon alla voce. E a proposito di voci, complice quella ben calibrata di Anna Poiani torna in mente tutta una serie di bands al femminile che insanguinarono la scena newyorchese di fine millennio (da Boss Hog a Honeymoon Killers, passando per Babes in Toyland). Il tutto condito da marcata impronta punk-blues e attitudine ruspante e sincera. Come sempre, d’altronde. (6.8/10)

 

  • post noise core
  • blues noise ecore
    Dead Elephant
  1. Introducing My Eye, In Flames
  2. Another Fuckin’ Word To Say We Miss You
  3. Post Crucifixion
  4. Black Coffee Breakfast
  5. Abyss Heart
  6. Clopixol
  7. The Same Breath
  8. The Worst & The Best
    Satantango
  1. Nightmare (The Beginning At The End)
  2. Like A Match
  3. Delirium Tremens
  4. Agitated
  5. Gold Fish/Silver Lake
  6. Brainstorming
  7. Silver Lake/Copper Moon
  8. Wake Up
  9. Light Another Cigarette
  10. Ruben
  11. Red Tears