
E' con un pizzico di orgoglio che recensiamo l'esordio ufficiale dei Damien*. Circa un anno fa, in occasione della pubblicazione dell'EP autoprodotto Flame Thrower, April Shower, si parlava della giovane band pesarese in We Are Demo e lo si faceva lodando una proposta musicale energica, spumeggiante, decisamente elettrica. Una proposta che ad oggi sembra avere guadagnato in consensi e maturità, almeno a giudicare dalla serie interminabile di concerti che la band ha portato in giro per lo stivale e dal contratto discografico nuovo di zecca che lega il trio alla genovese Suiteside.
E allora godiamocelo questo Mart/Art, cominciando dal punk rabbioso alla Hives di Fix it! - unico episodio ripreso dal demo di cui si diceva - e passando per gli spigoli dissonanti di Hollow Bodies, Sir e gli arpeggi sgrammaticati di Bunburying, i riff pulsanti di Backbone & Trapdoors e gli scambi vorticosi di Street Fighter 2 Turbo, i controtempi sincopati di December e i brividi turbolenti di Nice Song. Brani quelli citati, in cui all'inevitabile enfasi giovanile si sommano cantato post-punk e fascinazioni art-rock, per dar vita a una fusione di stili nervosa e a uno scambio incessante di informazioni tra chitarra, basso e batteria.
Catturano i trenta minuti del disco, soprattutto al primo approccio, denunciando soltanto sulla distanza piccoli difetti di pronuncia. Nello specifico, un senso di uniformità forse eccessivo e qualche annebbiamento in fase di scrittura, non tali comunque da pregiudicare un esordio discografico assolutamente promettente.
(6.8/10)