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Blood On The Wall – Liferz (Social Registry, 22 gennaio 2008)

di Stefano Pifferi

Sensibilità pop a grana grossa nascosta sotto le spoglie di un suono chitarristico che sta lì, esattamente a metà del guado tra indiependenza e velleità post-punk d’annata e che più newyorkese non si potrebbe. Blood On The Wall è un trio, con tanto di bella figliola al basso, giunto al terzo album. Gli altri si suppone siano passati sotto silenzio, almeno da queste parti, e crediamo che la stessa sorte toccherà a Liferz. Il disco in sé non è brutto; il problema è che è troppo risentito. Le coordinate sono quelle stranote del noise-pop e il risultato lascia un po’ a desiderare: Pixies e Sonic Youth sono stati dei maestri, ma svolgere il compitino a distanza di qualche lustro non è abbastanza per non scivolare nel risentito, triste anticamera dell’oblio. Insomma, mettere quattro accordi in croce, sviolinare qualche vago accenno ai Jesus & Mary Chain, buttar qua e là la tipica indolenza indie mista a un po’ di feedback di chitarra non evitano alla noia di manifestarsi immediatamente. E a Liferz di finire nel dimenticatoio

(5.0/10)

 

  • indie-noise-pop
  1. Hibernation
  2. The Ditch
  3. Liferz
  4. Lightning Song
  5. Junkieee…Julieee…
  6. Go Go Go
  7. Rize
  8. Sorry Sorry Sarah
  9. The X
  10. Turn Around And Shut Up
  11. Acid Fight