
Bang! Records è un’etichetta specializzata in sonorità punk roots garage e via di questo passo proveniente da una terra di persone rudi come l’Australia. Musica per vecchie volpi, gente che non si lascia minimamente sfiorare dai verbi falsi dell’idioma post. It’s only rock’n roll but I like it… e infatti ci piace così.
Come il garage parigino di Dimo Dero, uno che ha mandato a memoria la lezione del Cave demoniaco epoca Birthday Party. I numeri sono buoni: chitarre sufficientemente acide, ritmi sufficientemente maschi, voce sufficientemente schizzata. Non fa niente che in confronto alla band di Prayers On Fire, questa francesi sembrino un gruppo che fa demotape.

Il piglio è quello giusto. Stu Thomas invece lo lasciamo volentieri dove sta. L’uomo viene da Melbourne e fa un canonico, classico, banalissimo lavoretto folk roots, che prende a piene mani da Howe Gelb. E’ come il remake contemporaneo di qualche horror anni ’70. Tutto già risaputo, ma tirato a lucido perché i mezzi e la produzione sono quelli giusti per il milionesimo disco del genere. I Giant Sand si staranno rivoltando nella tomba. Anzi no, perché non sono morti. E allora ci sentiamo loro a questo punto. Magari tornano anche con un disco nuovo.
Il terzo dei tre dischi distribuiti questo mese da Bang! è il migliore dei tre. Si tratta di un altro debutto, quello dei Green Mist, band roots proveniente niente meno che dalla Tasmania.

Qui i riferimenti vanno dritti dritti verso il Paisley Underground, i Thin White Rope, i Gun Club, i Violent Femmes. Di questi ultimi c’è come ospite Brian Ritchie. Oltre a lui si avvistano tra le trame del disco contributi sparsi di Spencer P. Jones e Charlie Owen dei Beast Of Burboun e Rosie Westbrook già al lavoro con Mick Harvey. Insomma gente del giro che è arrivata a firmare il disco di debutto. I Green Mist si possono dedicare con eguale efficacia sia agli strumentali country folk, sia alle canzoni più strutturare. Gran lavoro di chitarre acustiche. Anche qui, tutto c’è tranne che originalità, ma il rock’n’roll ormai non chiede di essere nuovo, chiede di rispettare un copione che sia vicino alla sostanza della sua essenza: agitare gli animi.
(6.0/10) (5.5/10) (6.5/10)