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Aline de Lima - Açai (Naive / Self, 9 maggio 2008)

di Stefano Solventi

A due anni dall'esordio Arrebol, prodotto da Vinicius Cantuaria, la trentenne brasiliana ma parigina d'adozione Aline De Lima torna a far vibrare le trepide corde bossa della propria voce-anima. Stavolta la bella cantante e autrice "morena" ha scelto di farsi produrre dal polistrumentista Jun Miyake, il cui morigerato etnomodernismo - si ricordino le sue collaborazioni con Arto Lindsay, David Sanborn e Cantuaria stesso - conduce il suono dalle parti di una disinvolta essenzialità a base di vibrafono, organo, chitarra, percussioni, rari appliques sintetici ed archi evocativi come fantasmi di celluloide.

Si veda Marin-pecheur, sorta di miraggio Goldfrapp screziato di abbandono Nick Drake, e ancor più Adeus solidao, coi controcanti caliginosi e tutto un rimbombare madreperlaceo a tratteggiare una irrealtà stilistico-poetica degna della più inafferrabile Cibelle. Le melodie alternano setoso disarmo (come nella stupenda Som om ingenting har hant, dove la chitarra si concede un breve assolo quasi Steely Dan) e arguzie indolenzite (vedi la briosa Ladeira de preguiça), disimpegnandosi al meglio in Quem sou - mestizia minimale drappeggiata dagli esotismi del kora, come a suggerirlo quale atavico predecessore del più consono bandolim - e in quella Mundo ilusorio che si spalma jazzy e dimessa come la Marisa Monte di Infinito particular.

La ragazza ha una voce non eccelsa ma la utilizza con grazia, misura e passione, la qual cosa rende l'ascolto un'esperienza appagante malgrado la scrittura a momenti risaputa e almeno un azzardo - quella specie di Shakira rurale in Canto morno - non proprio riuscito ma assolvibile.

(6.8/10)

 

  • neo bossa
  1. Menino Açai
  2. O Solar De Catirina
  3. Som Om Ingenting Har Hant
  4. Renda Minha / Mulher Rendeira
  5. Marin-Pecheur
  6. Amor Com Solidao
  7. Mundo Ilusorio
  8. Ladeira De Preguiça
  9. Canto Morno
  10. Quem Sou
  11. Razao De Sofrer
  12. Adeus Solidao