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Adele - 19 (XL / Self, 29 febbraio 2008)

di Teresa Greco

Una voce nera e potente, una passione per il soul e il r’n’b e una precoce carriera che la porta al debutto a 19 anni dopo non molta gavetta e il solito passaparola internettiano. 19 è un buon biglietto di presentazione per l’inglesina già accostata in patria ad Amy Winehouse. Non di solo soul è fatto però l’album, che mostra tutte le influenze di Adele, tra composite orchestrazioni seventies, e atmosfere a metà tra Dusty Springfield e Peggy Lee (Chasing Pavements), scarne folk ballad (l’opener Daydreams, paradigma di tutta la non più recente ondata di folksinger, Newsom in testa), soul funk amywinehousiane (Cold Shoulder) e scatti soul jazz ben dosati. Come una Laura Nyro ancora in essere.

La forza dell’album sta tutta nelle capacità interpretative di Adele, e nella mistura ben equilibrata delle sue parti e ci sembra alquanto riduttivo il paragone fatto dalla stampa con l’inquieta Winehouse. 19 potrebbe essere invece l’inizio di una promettente carriera.

(6.8/10)

 

  • songwriting, soul
  1. Daydreams
  2. Best For Last
  3. Chasing Pavements
  4. Cold Shoulder
  5. Crazy For You
  6. My Heart So Stone
  7. First Love
  8. Right As Rain
  9. Make You Feel My Love
  10. My Same
  11. Tired
  12. Hometown Glory