
È soltanto leggendo il sottotitolo che si evince la materia musicale trattata in questa antologia dal titolo chilometrico: The Secret Garden vol. 1: Nu-Gaze: The New Wave Of Shoegaze. Questa minore etichetta inglese, l’Invada, si è assunta l’incarico di tracciare le coordinate per orientare chiunque si fosse sentito perso dopo la dipartita di band come Slowdive, Ride, My Bloody Valentine (di prossima resurrezione), Lush e compagnia occhibassi. Operazione forse un po’ fuori tempo massimo, visto che è già da alcuni anni che si parla di revival shoegaze, ma indubbiamente non deprecabile. Dopotutto, ha il pregio di farci conoscere giovani band altrimenti destinate al più buio anonimato – esclusione fatta per i già noti e apprezzati Amusement Parks On Fire e Ulrich Schnauss. Molte di esse si muovono sorrette da un muro di chitarre alternando delicate atmosfere eteree – 4AD docet – a vertiginose esplosioni elettriche, altre si lasciano rapire da derive più marcatamente elettroniche. Ma tutte, e qui sta la differenza col passato, vantano una produzione finale cristallina e impeccabile. Tutto qui? No. Perché, in un genere musicale fin troppo prevedibile come lo shoegaze, alcune riescono pure a ritagliarsi un proprio spazio di manovra senza risultare derivative oltremodo. È il caso della struggente ricercatezza strumentale dei Kyte, del crescendo psichedelico dei Thought Form e dell’urgenza adolescenziale tutta riverberi e sussurri dei Fleeting Joys. Un album prescindibile, ovviamente, ma utile a chi non riesce ancora ad alzare lo sguardo dalle scarpe.
Due cose non ci piacciono: quel “Nu” che sa tanto di moda obbligatoriamente giovane e quel “Vol. 1” che presuppone un seguito speculativo alla cosa. Menomale che sono soltanto dettagli del titolo, per il momento. (6.3/10)