
Rispolverare. In senso figurato, dice il dizionario, è “riesumare”, “riproporre”, “riutilizzare”. In senso proprio, togliere di nuovo la polvere, arredo che non deve essere mancato, nei primissimi Ottanta, a Denver, nelle sale dove suonavano i gruppi di questa compilation. Anche qui, uscendo dal senso proprio e tornando alla metafora, la polvere è fatta di microrganismi, e nella raccolta Local Anesthetic ci sono tutti i germi più o meno sviluppati di un mondo intero.
Nella fattispecie, la Local Anesthetic era una label nata per iniziativa di Duane Davis, co-proprietario della più nota Wax Trax! Records, nevralgia scoperta dell’industrial chicagoiana. Ma non di sola industriale qui si parla, anzi per nulla, rispetto al peso specifico più nerboruto dell’hard core e della wave in generale. Due esempi per l’uno, uno per l’altra: l’hc veloce dei Bum Kon e quello sanguigno dei The Frantix, per certi versi sabbathiano, a volte (Face Reality) - anche se, non a caso all’inizio, compare l’inno di My Dad’s A Fucking Alcoholic; e poi come rinunciare a gustarsi le imprecazioni di Allen Ginsberg sul coretto e la base wave (la stessa che stava confezionando in quel periodo, ma a New York, un’altra vecchia conoscenza, Daevid Allen) dei Gluons?
Sopra a tutto non manca, data l’estrazione underground, un ovvio odore di sudore e Do It Yourself – oltre che Break Your Amplifier – un DIY pieno di piccole storie di produttori interpellati da futuri nomi (Bob Ferbrache da Thurston Moore) e di singoli usciti (per la LA, appunto) in tirature limitatissime, da bava alla bocca collezionante. Tanti racconti da raccontare. E se li ignorassimo?
Preme di più sottolineare la freschezza di brani come Machine Gun Love dei Defex, la stessa dei Sessanta nuggets, o similmente (sixties) la spassosa inserzione della sirena nel punkabilly di Cops Are Punks dei The Nails; tendenza ribadita dai Your Funeral, gotici forse, sicuramente collegati al cordone ombelicale psichedelico dei 13th Floor Elevator. Insomma, nella polvere (reale) un’altra fonte di polvere (connotata su un secondo livello). Oggi come allora, ask the dust.
(7.8/10)