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AA. VV. – Local Anesthetic (Smooch, 12 febbraio 2008)

di Gaspare Caliri

Rispolverare. In senso figurato, dice il dizionario, è “riesumare”, “riproporre”, “riutilizzare”. In senso proprio, togliere di nuovo la polvere, arredo che non deve essere mancato, nei primissimi Ottanta, a Denver, nelle sale dove suonavano i gruppi di questa compilation. Anche qui, uscendo dal senso proprio e tornando alla metafora, la polvere è fatta di microrganismi, e nella raccolta Local Anesthetic ci sono tutti i germi più o meno sviluppati di un mondo intero.

Nella fattispecie, la Local Anesthetic era una label nata per iniziativa di Duane Davis, co-proprietario della più nota Wax Trax! Records, nevralgia scoperta dell’industrial chicagoiana. Ma non di sola industriale qui si parla, anzi per nulla, rispetto al peso specifico più nerboruto dell’hard core e della wave in generale. Due esempi per l’uno, uno per l’altra: l’hc veloce dei Bum Kon e quello sanguigno dei The Frantix, per certi versi sabbathiano, a volte (Face Reality) - anche se, non a caso all’inizio, compare l’inno di My Dad’s A Fucking Alcoholic; e poi come rinunciare a gustarsi le imprecazioni di Allen Ginsberg sul coretto e la base wave (la stessa che stava confezionando in quel periodo, ma a New York, un’altra vecchia conoscenza, Daevid Allen) dei Gluons?

Sopra a tutto non manca, data l’estrazione underground, un ovvio odore di sudore e Do It Yourself – oltre che Break Your Amplifier – un DIY pieno di piccole storie di produttori interpellati da futuri nomi (Bob Ferbrache da Thurston Moore) e di singoli usciti (per la LA, appunto) in tirature limitatissime, da bava alla bocca collezionante. Tanti racconti da raccontare. E se li ignorassimo?

Preme di più sottolineare la freschezza di brani come Machine Gun Love dei Defex, la stessa dei Sessanta nuggets, o similmente (sixties) la spassosa inserzione della sirena nel punkabilly di Cops Are Punks dei The Nails; tendenza ribadita dai Your Funeral, gotici forse, sicuramente collegati al cordone ombelicale psichedelico dei 13th Floor Elevator. Insomma, nella polvere (reale) un’altra fonte di polvere (connotata su un secondo livello). Oggi come allora, ask the dust.

(7.8/10)

 

  • hard-core, wave, punkabilly
  1. My Dad's a Fucking Alcoholic - Frantix
  2. Car - Frantix
  3. Your Ill - Frantix
  4. My Dad's Dead - Frantix
  5. I Wanna Be You - Your Funeral
  6. The Abyss - Your Funeral
  7. Wake U - White Trash
  8. Nazis In My Neighborhood - White Trash
  9. Ballad of Ronnie Raygun - White Trash
  10. I Hate Toes - White Trash
  11. Daddy Warbucks - White Trash
  12. Twist & Burn - Young Weasels
  13. Happy Feathers - Young Weasels
  14. Bum Kon - Bum Kon
  15. Forced Away - Bum Kon
  16. Drunken Sex Sucks - Bum Kon
  17. The Draft - Bum Kon
  18. Slow Death - Bum Kon
  19. Birdbrain - Gluons
  20. Sue Your Parents - Gluons
  21. Face Reality - Frantix
  22. Cat Mouse - Frantix
  23. Sharin' Sharon - Frantix
  24. New Questions - Frantix
  25. I Left My Heart But I Don't Know Where - Jeri Rossi
  26. It's a Mans Mans Mans World - Jeri Rossi
  27. Suicide Weekend - Rok Tots
  28. Situtaion Kid - Rok Tots
  29. Psyco Surfer - Defex
  30. Machine Gun Love - Defex
  31. Cops Are Punks - Nails
  32. Big Star - Nails
  33. Another Lesson - Nails