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The Tuss - Rushup Edge (Rephlex / Goodfellas, luglio 2007)

di Edoardo Bridda

Andare a cercare le differenze, spaccare l’uovo o, in questo caso, scomporre alla particella il (break)beat è un mestiere che lasciamo ad altri. The Tuss (dallo slang della Cornovaglia “erezione”) è un oscuro figuro proveniente dallo stesso corno di terra del gemello Aphex più famoso del cosmo, che della scritta Rephlex - che si legge sull’adesivo attaccato al cd - è il cofondatore. Inutile starlo a dire: tutti hanno cercato di smascherare il personaggio e svelarne l’identità con i proverbiali blog di mezzo mondo a impazzire di congetture (pezzi sentiti in un live di James di due anni prima, un lavoro arrangiato da James ma composto da dal signor Tuss ecc.).

Per farla breve, i punti a favore di Rushup Edge si sintetizzano in questo: è il miglior approccio AFX possibile: cool techno declinata ambient à la Warp, spremuta di breakbeat e riff Roland (Synthacon 9), robo-funk su drum’n’bass drilleggiante (Last Rushup 10 F), remember d’old skool in saliscendi sincopati (Shiz Ko E), electro cubista (Rushup I Bank 12) e chirurgie Autechre ultimo periodo (Death Fuck Mental Beats). I limiti? Fondamentalmente nessuna contaminazione inedita rispetto al modello Analogue Bubblebath, tuttavia un eppì di 32 minuti che non fa una piega e non suona per nulla rétro. Che sia l’inizio di un revival a ingannarmi? Io ho ancora troppo fresco il ricordo degli originali e un coccodrillo sui limiti di velocità.

(7.0/10)

 

  • electro, breakbeat, drill
  1. Kids Wake Up
  2. Yorkshire Steel Cybernetics
  3. Assassin Master
  4. Reverse Rebel
  5. Harlem Shoot Me
  6. Give Them Fire
  7. Rockers 'The Underground King'
  8. Lung Dub
  9. Tusk Hunter
  10. Big In Chapeltown
  11. Mike Grimes