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Strategy – Future Rock (Kranky / Wide, giugno 2007)

di Antonello Comunale

Paul Dickow è un pezzo di storia Kranky. Già in Fontanelle e Nudge, ora si nasconde dietro la sigla Strategy e manda avanti la Community Library label. Uno dal palato fino, che ha sempre fatto della giustapposizione di elementi eterogenei la matrice primaria delle sue idee. Ora con questo terzo disco si supera, andando a miscelare nel calderone elettronico anche frammenti sparsi di passate composizioni, ottenendo come risultato un super crossover elettro dance, che sporca ora di dub, ora di house, ora di disco anni ’70. Certi effetti si mantengono miracolosamente sul crinale tra la maniera e il kitch sottovuoto spinto. Sono cose come la voce trattata e certe tastierine che scimmiottano la black music dei bei tempi andati, che fanno sorridere e si ficcano maliziose tra un orecchio e l’altro, scendendo giù a sollecitare il bacino.

Strategy, senza mai sfociare nella dance da balera, mette in piede una simil febbre del sabato sera con le malizie dolci di Can’t Roll Back e Phantom Powered. Si intuisce una voglia di tornare alle origini, anche con le altre strizzatine d’occhio: cocktail music (Stops Spinning), kraut (Windswept (Interlude), Sunfall (Interlude)), dub (Running On Empty). La sintesi migliore di tutto questo la raggiunge con Red Screen che riadatta una precedente Blue Screen dei Nudge.  Il rock del futuro di Strategy non è ironicamente moderno, bensì modernariato ironico, ciò non toglie che si lasci ascoltare sia pure con un po’ di indulgenza.  

(6.3/10)

 

  • elettronica
  1. Can't Roll Back
  2. Future Rock
  3. Running On Empty
  4. Windswept (Interlude)
  5. Stops Spinning
  6. Phantom Powered
  7. Sunfall (Interlude)
  8. Red Screen
  9. I Have To Do This Thing (Fantastic Planet Mix)