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Slaraffenland – Private Cinema (Rumraket - Hometapes, giugno 2007)

di Gaspare Caliri

Da Copenhagen (e dintorni) arrivano questi Slaraffenland (che in lingua nordica significa “terra del latte e del miele”), alla loro terza uscita, dopo un EP e un album. Poca fatica per questa introduzione perché l’estetica, ascoltando le prime note, fa un po’ preoccupare dalle parti di chi scrive – cioè sulla sua scrivania. È un altro disco post-rock emozionale, pensa tra sé e sé, dove emozionale sta anche per “piacerà agli emo”, colpevole specie il modo di cantare.
E invece no, bisogna solo avere pazienza. Non solo no, ma (quasi) tutt’altro; questo Private Cinema è anzi un disco complesso e per nulla banale – ci si accorge che per giudicarlo non basterà un ascolto approssimativo; e solo parzialmente (Sleep Tight, Show Me The Way) queste tracce si prestano alle stesse critiche che abbiamo mosso recentemente ai novelli post-rockers – cioè di non volersi scrollare di dosso quelle note (tipiche del riempimento che abbiamo dato della voce “genere”), quello struggimento fatto di dilatazioni e rumorismi improvvisi.
Per una volta l’animo scandinavo sgorga senza posa e stupendo piacevolmente, ma non nell’unica direzione Sigur Ros/Mum e compagni di classe; anche nella direzione di un animato sottobosco progressivo, fatto di funghi mai allucinogeni ma colorati, nani, folletti buoni ed estrosi. Il risultato è a volte una commistione  free-jazz giunglesco/post-rock, a volte simile a chi della Scandinavia ha le origini, e ha fondato una famiglia ad Akron (Watch Out). Il meglio, però, inizia con la cavalcata percussiva di You Winn, e continua in Ghost, che inizialmente sembra fuoriuscire dal cappellaio matto dei Parenthetical Girls, ma poi torna sulla batteria rumorista, artificiosa – quasi Eighties, da drum machine esterrefacente, da batteria ebm – della traccia precedente; spunta addirittura, ciliegina sulla torta, un sax del tutto beefheartiano, ma là dietro, neanche in seconda fila, in terza, quarta, in galleria. E si sa che, se si finisce in bellezza, la gente è meglio disposta.

(6.9/10)

 

  • post-rock
  1. Sleep Tight
  2. Show Me The Way
  3. Polaroids
  4. This One Will Kill Us
  5. The Run Up
  6. Rød
  7. Watch Out
  8. Grøn
  9. You Winn
  10. Ghost
  11. How Far Would You Go