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Rosetta & Balboa – Project Mercury (Level Plane, 2007)

di Massimo Padalino

I Balboa sono una strana, minore, creatura nel fitto sottobosco delle band dedite al doom negli States. Il loro è un metal peculiare, con forti inflessioni post e una emotività debordante. Primitive Accumulation apre questo split cd. E tutto si può dire tranne che il brano, almeno finchè il riff epico e saturo di calor bianco della chitarra non si frantuma, non regga l'attenzione di chi ascolta. Poi però questa tenue trama circolare viene distrutta da un marasma sludge senza senso. Ed anche il brano perde di senso e bellezza. Diviene anonimamente “uno dei tanti”. Un pezzo di genere. Peccato. Le altre due tracce dei Balboa (Kaddish e Planet Of Slums) reggono abbastanza bene. Specie la seconda, 9 minuti dove il cantato sarebbe anche superfluo, a passo di danza pellerossa. I Rosetta invece galoppano più sulle coordinate di una psichedelia chitarristica derivata dal metal, ma non più metallica. Circuiscono persino certi Cocteau Twins nelle loro circonvoluzioni sferiche, nonché gli Isis e i Cult Of Luna. Il brano in comune, posizionato a fine della scaletta, dà il titolo allo split ed espone al cubo pregi e difetti dei rispettivi gruppi. Autoindulgenza su tutti.

(6.0/10)

 

  • doom metal
  1. Balboa – Primitive Accumulation
  2. Balboa – Kaddish
  3. Balboa – Planet of Slums
  4. Rosetta – TMA-1
  5. Rosetta – Clavius
  6. Rosetta/Balboa – Project Mercury