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Raccoo-oo-oon – Behold Secret Kingdom (Night People, luglio 2007)

di Stefano Pifferi

Nomi strani per musiche sempre più deviate. Musiche deviate per supporti sempre più underground. È un doveroso recupero questa prima uscita “ufficiale” di Raccoo-oo-oon, menestrelli della weirdness americana più out, in odor di benedetta (re)distribuzione europea.
Il procione – o orsetto lavatore, che dir si voglia – si manifesta sotto le mentite spoglie di un quartetto dell’Iowa dedito ad una costante produzione (cd-r, tapes, vinili corti as usual) per il sottobosco più underground d’America.
Quella di Raccoo-oo-oon è una musica libera da schemi, free-form ed autoindulgente, ricercata nei minimi dettagli nonostante l’apparente casualità dei suoni. Prendete Mirror Blanket e ditemi se non è al tempo stesso una nenia funebre dallo spazio profondo, una versione light dei Wolf Eyes, il pezzo che i Can avrebbero scritto se fossero cresciuti nei college arty di NY o un oscuro tentativo di psichedelia fai-da-te.Negli otto pezzi convivono stati d’animo diversi stratificati gli uni sugli altri, o meglio gli uni dentro gli altri: neo-primitivismo tribale e psichedelia d’accatto, improvvisazioni chitarristiche ed echi di musiche tradizionali, space-rock rovinoso e mutante, folk sui generis.

Il bello di certe musiche è che hanno la capacità di risultare cangianti, dipendenti cioè in primo luogo dall’ascoltatore, dalla prospettiva con cui ci si pone di fronte ad esse. Sono come dei prismi su pentagramma, astrazioni cui piegarsi docilmente senza opporre resistenza. Il procione è tra noi ed è il benvenuto.

(7.0/10)

 

  • psichedelia free-form
  1. Black Branches
  2. Mirror Blanket
  3. Visage Of The Fox
  4. Antler Mask
  5. Diamonds In The Dunes
  6. Invisible Sun
  7. Fangs And Arrows
  8. Tail At Prospect Peak