
Comincia con quello che sembra essere a tutti gli effetti una outtake dai migliori Sonic Youth d’annata, questo nuovo parto degli inglesi Part Chimp. Inglesi di passaporto, a dir la verità poiché tutto, ma proprio tutto sembra rimandare al di là dell’oceano: strutture, volumi, atteggiamento. Mathcore granitico, grumi di chitarre in distorsione, amplificatori che friggono come farebbero quelli dei Melvins se suonassero hardcore… e il bello è che i tre non si fermano mai. Non rifiatano, non riflettono, non ci pensano affatto. Tirano dritto sempre e comunque. Suonano straight in your face senza remore, come dei folli lanciati a velocità massima dentro una galleria del vento. A dirla tutta Cup non è il loro nuovo album, ma è come se lo fosse, dato che è una compilation per il mercato americano che mette un po’ d’ordine in una discografia spesso in formati minori. Oltre all’intero nuovo singolo New Cross, si ritrovano b-sides, rarità e versioni alternative uscite nei vari singoli e split su Rock Action, Monitor, Noisestar ecc..
Un concentrato di noise-rock pachidermico e torrenziale, fatto principalmente di chitarre sature e ritmiche forsennate in cui accenni di Motorpsycho degli esordi, Lightning Bolt e Sonic Youth si mescolano ad una buona dose di paranoia urbana. Discorso a parte merita un pezzo come And Hell Is Behind Me che sin dal titolo fa capire che un demonio ce l’hanno e non lo nascondono affatto. Dieci minuti di ossessività reiterata che sembra gli Orbital sotto acidi pesanti alle prese con chitarre e ampli invece di sequencers e elettroniche varie. Un deliquio umorale tra detriti di noise rock ambientale, frippertronie varie e (molto) eventuali, brusii e una catarsi che stenta a raggiungersi lasciando l’ascoltatore in balia delle onde sinusoidali. Il vero eco di bombe atomiche in caduta libera. Una ottima compilation per aficionados e completasti; per gli altri il consiglio è quello di cercare gli album ufficiali Chart Pimp e I Am Come, entrambi su Monitor.
(6.7/10)