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Museo Kabikoff - Brilliant Cagnara (Videoradio / Erazero, 23 marzo 2007)

di Stefano Solventi

C'è qualcosa di ben intellegibile, nel sound dei Museo Kabikoff, ovvero una collusione tra convulsioni funk e rovelli hard rock, tipo Red Hot Chili Peppers invaghiti Soundgarden (emblematiche in tal senso Cart(il)agine e Non esiste). E qualcosa di meno decifrabile, retaggi post e scorribande free che affiorano tra suggestioni balcaniche e capricci art, della serie non si esce indenni da reiterati ascolti Captain Beefheart, Mr.Bungle, June Of '44, forse anche Area. Insomma, il quartetto di Milano - giunto al secondo disco dopo l'omonimo esordio del 2004 - tenta una strada coraggiosa senza con ciò precludersi la possibilità di fare breccia nelle playlist delle radio rock (esistono ancora, vero?). Cuciono l'acida sarabanda dei testi sulle strutture ghignanti, convulse, un crogiolo distorto che fai un po' fatica a credere frutto della sola triangolazione basso-chitarra-batteria.

Poi, naturalmente, c'è la voce di Chiara, veemenza errebì surriscaldata per dare vita a teatrini ghignanti, sovraccarichi, alla lunga anche eccessivi. Ecco, secondo me i Kabikoff dovrebbero - a partire dalla voce - gestire meglio la piena espressiva, scendere a patti con le mezze misure, concedere più pause, tregua, vuoto. Quando accade, come nelle strumentali Essaouira 13:52 e Kittenhaùsh o nel fosco cuore di Gina, sono tutte buone vibrazioni. Comunque sia, il piglio, la generosità, la stranezza e la qualità di certe intuizioni (Cuore di bue ad esempio è una eccellente centrifuga di grunge, folk-psych e italianità) fanno ipotizzare sviluppi interessanti.

(6.3/ 10 )

 

  • crossover
  1. Specchi rotti
  2. Non esiste
  3. Angelo
  4. Essaouira 13:52
  5. Cart(il)agine
  6. La madonna medusa
  7. Dea
  8. Kittenhaùsh
  9. Gina
  10. No
  11. Frevl
  12. Cuore di bue
  13. Commiato