Caratteri: [Small] [Medium] [Large]

max Min – Bright Is The Silence (Kalinkaland / Audioglobe, 5 febbraio 2007)

di Vincenzo Santarcangelo

Cantautorato di sbandierata ascendenza beatlesiana che non diresti mai provenire da Graz, Austria. Max Tertinegg è anzitutto pedante filologo del Verbo fab four, devoto proselito del Verbo White Album, fedele affiliato alla congrega degli epigoni del Verbo Revolver.

Poi, se rimangono tempo e ispirazione, si può anche provare a sporcare il più classico album di canzoni ben scritte con spruzzi di elettronica (Girl In Paris, Bright Is The Silence) - perché siamo sempre nel 2007! -, voci filtrate (Lie), suggestioni d’Oriente (Roll Back Time).

Il pregio della scrittura di max Min sta nel suo essere piana, ordinata, mai sopra le righe e virtualmente capace di far breccia nei cuori di un pubblico meno ristretto ed esigente di quello a cui giocoforza si rivolge (l’etichetta che lo ha scoperto è la coraggiosa Kalinkaland, anche Idaho nel suo catalogo). Il difetto della scrittura di max Min sta nel suo essere piana, ordinata, mai sopra le righe e virtualmente capace di far breccia nei cuori di un pubblico meno ristretto ed esigente di quello a cui giocoforza si rivolge. E il consiglio, di solito, è quello di non fidarsi troppo di dischi il cui massimo e il cui minimo finiscono per convergere in un punto medio.

(6.0/10)

 

  • pop
  1. Easy Song (Just 4 Chords)
  2. Lie
  3. Girl In Paris
  4. Missed Eclipse
  5. Happy Worst Day
  6. Bright Is The Silence
  7. We
  8. I Don't Let You Go
  9. Roll Back Time
  10. Feel The Purple
  11. Lazy Night