
Cantautorato di sbandierata ascendenza beatlesiana che non diresti mai provenire da Graz, Austria. Max Tertinegg è anzitutto pedante filologo del Verbo fab four, devoto proselito del Verbo White Album, fedele affiliato alla congrega degli epigoni del Verbo Revolver.
Poi, se rimangono tempo e ispirazione, si può anche provare a sporcare il più classico album di canzoni ben scritte con spruzzi di elettronica (Girl In Paris, Bright Is The Silence) - perché siamo sempre nel 2007! -, voci filtrate (Lie), suggestioni d’Oriente (Roll Back Time).
Il pregio della scrittura di max Min sta nel suo essere piana, ordinata, mai sopra le righe e virtualmente capace di far breccia nei cuori di un pubblico meno ristretto ed esigente di quello a cui giocoforza si rivolge (l’etichetta che lo ha scoperto è la coraggiosa Kalinkaland, anche Idaho nel suo catalogo). Il difetto della scrittura di max Min sta nel suo essere piana, ordinata, mai sopra le righe e virtualmente capace di far breccia nei cuori di un pubblico meno ristretto ed esigente di quello a cui giocoforza si rivolge. E il consiglio, di solito, è quello di non fidarsi troppo di dischi il cui massimo e il cui minimo finiscono per convergere in un punto medio.
(6.0/10)