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The Marigold - Erotomania (I dischi del Minollo / Deambula Records, settembre 2007)

di Stefano Solventi

Un trio da Chieti molto motivato e ben spalleggiato dall'amorevole tenacia di mister Ulan Bator Amaury Cambuzat, produttore di questo loro esordio su lunga distanza che mette in fila nove tracce e un'ossessione dark wave veemente e insidiosa. Torve congetture quindi, strattonate dagli ululati allarmistici delle chitarre, dalla nevrastenia invasata del canto, dall'impeto tribal/marziale del drumming. Un impasto ossessivo che ci porta nei dintorni della bruma Joy Division però inasprita di rudezza A Perfect Circle (vedi l'orgiastica - è il caso di dire - Orgy), oppure anzi soprattutto in un malanimo caliginoso e asprigno à la Cure, avendo però l'accortezza di caracollare & tremolare tra cigolii visionari Bauhaus e psych-blues pernicioso (vedi l'impetuosa A Simple Reflex To The Light, o quella Dogma che si avvale della ulteriore chitarra di Umberto Palazzo dei Santo Niente).

Va detto però che altrove lo scenario cambia e parecchio, come quando in Mercury un passo robotico e le elucubrazioni elettroniche scomodano i primi scapestrati Notwist (e un po' anche gli Air, ma vieppiù per il cantato in francese), così come sconcerta la deriva esotic/psych tra djembee  synth iridescenti di 9%. Va detto però che la tazza di the (avvelenata) dei Nostri sembra essere principalmente quella turgida & scorticata di Mongolia (parente fin dal titolo dei CSI più tosti, con l'e-bow senziente di Cambuzat e uno xilofono a pettinare il middle eight) e di quella title track che chiude il programma col delirio guizzante di flauti e una foga corrusca degna di certi Gun Club. Teatrali e ombrosi come si conviene al genere, ma soprattutto convinti fin dentro le ossa. Aspettiamoci del buono in futuro.

(7.0/10)

 

  • rock wave
  1. Diade2
  2. Orgy
  3. A Simple Reflex To The Light
  4. Voices
  5. Dogma
  6. Mercury
  7. Mongolia
  8. 9%
  9. Erotomania