
Il nuovo lavoro di Madlib, The Beat Konducta vol.3-4: In India, è spersonalizzante come la colonna sonora di un film. È un pastiche di robba indiana, di beat hip-hop, di un pressappochismo filologico e antropologico simile a un b-movie, appunto. Ma, come già è accaduto di recente, il Madlib nostro gioca con la relazione tra individuale e collettivo, e a noi ci piace abbastanza.
Come in altri suoi lavori, infatti, è l’individualità autoriale a emergere, e proprio nel lavoro di produzione; d’altra parte, però, è una collettività esotica che parla, ancor prima che a causa di ciò che viene suonato, ovvero musica indiana; anche perché, come già accennato, non è per nulla una musica indiana valida (sentite per esempio l’incrocio sciva-sci-fi drum’n’bass di Early Party, che, dai, è divertente), ma piena di filtri occidentali, cult-ismi ricchi di inserti che ci riportano a noi. è un flusso di inserti che blatera – caratteristica proprio della cultura dell’hip-hop da cui Madlib proviene; un gioco di inserti giocato da una forma mentis fortemente chiusa in sé eppure aggressivamente rivolta all’esterno. Insomma la riproduzione dell’arroganza culturale di un mondo che ha subito arroganza. Vista l’idea di flusso (e il numero imbarazzante di brani), dunque, non ha senso citare un brano piuttosto che un altro; The Beat Konducta è Madlib dietro che sta facendo il dj per noi, nella ricostruzione di Bangkok che sicuramente ci dev’essere a Vegas, e noi siamo nel locale dove suona, potremmo benissimo fare altro, bere una bevanda al gusto di tè alla menta in polvere, sentire un profumo artificiale di spezie, ancheggiare… per poi uscire dal locale e ritrovarci tra i mall e le Britney.
(6.5/10)
Volume 3.
Volume 4.