
I fratelli Enrico e Nicola Lucchese brillantemente si astraggono nell'entità sintetica En rico en i cola. La parola frammentata anzi sconnessa, sconcertata, vittima di un'amnesia parziale anzi benedetta da una perdita di consuetudine. E il suono che segue a ruota, aleatorio e toccante come certi mimetismi giocattolo da cameretta. Ovvero, prenditi la tua ossessione Mouse On Mars tascabile, riproducila con spigliatezza irrisoria, distillane l'allampanata alienazione con le sincopi concettuali del Panella battistiano e del Battisti panelliano, accogli le melodie setose, le pulsazioni profonde, le microritmiche sprimacciate, pseudo tromba-pseudo clarino-pseudo orchestra, le tastierine di resina trasparente lavabili in lavastoviglie, gli azzardi robofunk come li strattonerebbe un Beck garrulo o il Battiato sciroccato, qualche arpeggio a rimagliare bucolici incanti tra minimalismo e concrezioni dada, chincaglierie liquide e cromatismi ad olio Sylvian, sia fatta la volontà di questa alienazione pastello nelle canzoncine argute a cura di neomelodici cyber-confidenziali, di solito piuttosto sarcastici, talora impressionisti, laconici, se vuoi pure struggenti.
E bravi, bravi davvero.
(7.0/10)